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BOLZANO. Prime aperture sull’ipotesi di una società di riscossione in house del Comune per sostituire Equitalia. «L’amministrazione, in particolare quando mette le mani nelle tasche dei cittadini, dovrebbe trovare il modo di agire con più attenzione», sostiene il vicesindaco Ladinser.
La crisi economica impone agli amministratori pubblici oculati di intraprendere tutte le vie praticabili per andare in soccorso di chi non è in grado di pagare subito i propri debiti, perseguendo al contempo chi evade il fisco. Da queste due considerazioni nasce una duplice ipotesi di cui si sta cominciando a discutere in municipio, all’interno della maggioranza: una società in house del Comune, al posto di Equitalia, ritenuta poco sensibile nel maneggiare i casi delicati, per la gestione delle cosiddette riscossioni spontanee e coattive, nonché l’attivazione concreta di una convenzione con l’Agenzia delle Entrate per metterle a disposizione le banche dati del Comune e delle sue società controllate allo scopo di agevolare la ricerca degli evasori fiscali.
Sulla prima ipotesi il sindaco frena, ma il vice Ladinser chiarisce: «Le Finanze competono al sindaco e bisognerà discuterne con lui, ma credo che il rapporto fra l’amministrazione e il cittadino vada rivisto, a maggior ragione in questo momento di crisi, quando si tratta di riscuotere». Ladinser si dice aperto a nuove soluzioni, al netto della necessità di sondare il terreno per vedere la fattibilità tecnica dell’operazione. «Si deve vedere se è possibile, se siamo in grado, però i cittadini non possono essere trattati con freddezza, come fossero dei numeri».
La proposta. Ad avanzarla è stato il consigliere Sel Guido Margheri. «La società in house - spiega - garantirebbe una maggiore attenzione ai problemi di chi è in difficoltà, il definitivo superamento delle rigidità della gestione Equitalia, una doverosa distinzione tra i veri evasori fiscali e i cittadini e le imprese in difficoltà per la crisi e un significativo risparmio per le casse comunali». In parallelo, sostiene, «è necessario superare il colpevole e scandaloso ritardo dei Comuni nel potenziamento della lotta alla vera evasione fiscale tramite le convenzioni con l'Agenzia delle entrate. Tali resistenze sono ancora più incomprensibili se si pensa che il 100% delle somme recuperate così andrebbe a sostenere i bilanci dei Comuni».
Basta Equitalia. Il Comune si avvale dell’attività di Equitalia per il recupero coattivo dei propri crediti e per altri servizi minori di riscossione spontanea. Ogni anno decine di milioni di euro. Secondo Margheri, «l'azione concreta di tale società ha comportato eccessive rigidità e alcune vere e proprie vessazioni nei confronti di molti cittadini; l'amministrazione comunale si deve far carico delle difficoltà dei cittadini e delle imprese, sapendo perseguire con il massimo rigore i veri e propri evasori fiscali, ma dando un sostegno alle persone e alle imprese i cui problemi reali derivano dalla crisi economica».
La norma vigente. Un recente decreto legge nazionale ha prorogato al 31 dicembre 2012 il termine per il trasferimento, anche graduale, delle attività di accertamento, liquidazione e riscossione, spontanea o coattiva, di entrate erariali, da Equitalia agli enti locali, a società in house appositamente costituite, o a società autorizzate dal Ministero individuate tramite gara. Negli enti locali in cui la riscossione è già tornata di competenza diretta di un'amministrazione pubblica, o di una società in house la percentuale di pagatori puntuali è stata maggiore di quanto non fosse in precedenza con la gestione Equitalia.


