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BOLZANO. «Non poteva bastare una sanzione pecuniaria di mille euro: troppo grave quello che è successo su quel taxi la notte del 2 dicembre scorso a ponte Palermo». Così l’assessora verde Maria Laura Lorenzini spiega la decisione della giunta comunale, adottata ieri mattina, di accogliere la sua proposta di sospendere per un mese la licenza al tassista Armando Sacco Zaut, 39 anni bolzanino, accusato di aver insultato, minacciato e aggredito una biologa keniota al termine di una discussione sul tragitto da seguire per andare da via Maso della Pieve a via Palermo.
In questo modo la giunta ha ribaltato il parere - obbligatorio ma non vincolante - espresso giovedì scorso, dalla commissione taxi presieduta dalla stessa Lorenzini che aveva deciso di comminare una multa di mille euro al tassista. Sanzione ora sostituita con la misura più pesante, com’è appunto la sospensione della licenza. Si tratta di un provvedimento immediatamente esecutivo che, molto probabilmente, il tassista impugnerà al Tar.
Ricordiamo che in commissione taxi la proposta di sospensione della licenza per sei mesi non era passata, determinante l’assenza di Agostino Accarrino, sindacalista della Cgil e rappresentante del Centro consumatori, a Roma per impegni di lavoro. La votazione era finita cinque a cinque: a favore l’assessora, il consigliere verde Tobias Planer, il vice comandante dei vigili urbani Martin Schienbacher, e due avvocatesse Carla Broccardo e Sara Tonolli; contrari il consigliere leghista Carlo Vettori e quattro tassisti, il presidente della cooperativa Radiotaxi Mauro Ortombina, Bruno Pedroni, Erich Domanegg, Anton Nindl. Bocciata dunque la sospensione, era passata la misura più soft. Ma il sindaco Renzo Caramaschi aveva fatto capire subito che la giunta avrebbe sostenuto l’assessora Lorenzini. «Il nostro ragionamento è questo: un tassista come l’autista di un bus svolge un pubblico servizio, se succede qualcosa blocca il mezzo e chiama subito la polizia. Non insulta, non minaccia, non aggredisce: se lo fa ne paga le conseguenze».
Durissimo il commento del consigliere leghista Carlo Vettori, membro della commissione taxi: «Oggi si è consumato un abuso, da parte di sua eccellenza il duce Maria Laura Lorenzini. Ormai è chiaro: la città è vittima dei ricatti dei verdi. Una poltrona val bene un sopruso, in barba a tutte le leggi di uno stato civile. Ecco il vile pagamento per l'assordante silenzio rispetto ai rifiuti trentini». Gabriele Giovannetti, consigliere di Alto Adige nel cuore, in nota definisce “vergognosa la decisione di discostarsi dal parere della commissione taxi” e “imbarazzante la procedura seguita dall'assessora”.


