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BRUNICO. La casa, prima ancora che un diritto del cittadino o un dovere della società, è una necessità primaria di ciascun individuo. Una necessità alla cui soddisfazione, accanto all’interessato, concorre pure la società attraverso diversi istituti, sia nell’ambito privato che in quello pubblico. In quest’ottica si è riunito, qualche giorno fa a Brunico, con il sindaco Tschurtschenthaler e l’assessore competente, Waltraud Deeg, anche il tavolo sociale formato dalle istituzioni e dalle associazioni operanti in quest’ambito. Scopo del vertice, fare il punto sulla situazione abitativa del capoluogo pusterese, elaborando anche delle misure, presenti e future ma non troppo lontane nel tempo, affinchè le persone e in particolare i giovani e le giovani famiglie, possano giungere più rapidamente al soddisfacimento della loro esigenza abitativa.
Nell’occasione è stata rimarcata da più parti la sempre crescente difficoltà di reperire abitazioni nei diversi ambiti, da quello dell’ediliza sociale fino all’edilizia agevolata e al mercato degli affitti, tanto che per molti a Brunico l’abitare è diventato una specie di lusso, al quale è sempre più difficile far fronte. Per evitare che la situazione vada ad aggravarsi secondo un trend purtroppo possibile, il tavolo sociale cittadino ha avanzato richieste e proposte in grado di frenare e di invertire la tendenza.
Fra le prime, l’individuazione di aree, e in questo senso la recente destinazione dell’area ex De Cobelli è un passo in avanti, affinchè le 53 abitazioni che l’edilizia sociale provinciale ha in programma per Brunico possano finalmente essere costruite; l’inasprimento dei controlli sugli affitti, in particolare su quelli delle abitazioni soggette a convenzionamento, affinchè possano essere rese meglio accessibili agli aventi diritto; l’istituzione, a livello provinciale o comprensoriale, di un fondo di garanzia o altro strumento idoneo a coprire i rischi di morosità, al fine di riaprire il mercato delle abitazioni sfitte per questi motivi; la predisposizione di un pacchetto di misure per i senza tetto, da ospitare a tempo in sistemazioni assistite; la creazione di una serie di abitazioni “momentanee” per soddisfare le esigenze momentanee di alloggio, ad esempio nei casi di separazione.
Utile sarebbe anche l’educazione al risparmio e a qualche rinuncia, finalizzata al soddisfacimento del bene casa.
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