BOLZANO. Mercoledì 21 ottobre sarà una giornata di sciopero per i lavoratori del settore teatrale a Trento e Bolzano. Le rappresentanze sindacali del Centro Servizi Culturali Santa Chiara, della Fondazione Teatro Comunale di Bolzano e dell’Auditorium di Bolzano hanno annunciato l’adesione alla mobilitazione nazionale di categoria, anticipata in regione rispetto alla data del 27 ottobre per la concomitanza con l’apertura della stagione teatrale.

L’astensione dal lavoro durerà per l’intera giornata e nasce dal mancato accordo sul rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) Teatri e Scritturati. Secondo quanto comunicato dalle rappresentanze sindacali, l’incontro del 12 ottobre nella sede di Federvivo si è concluso senza risultati soddisfacenti. Le parti datoriali avrebbero infatti confermato una proposta economica giudicata insufficiente, anche rispetto alla necessità di recuperare l’inflazione degli ultimi anni.

Il contratto è scaduto nell’aprile 2021 e, secondo i sindacati, l’ipotesi di rinnovo presentata per il triennio 2027-2029 non garantirebbe un adeguato riconoscimento economico per un periodo che si avvicina complessivamente ai nove anni. Una situazione che, denunciano i rappresentanti dei lavoratori, pesa sulle condizioni professionali ed economiche di chi opera nel settore dello spettacolo.

Particolarmente critica, nella nota, la questione delle retribuzioni degli scritturati. La paga minima giornaliera per un livello medio, comprensiva delle componenti accessorie, supera di poco i 71 euro lordi. Una cifra che le organizzazioni sindacali considerano ormai inadeguata rispetto alle esigenze dei professionisti e al valore del lavoro svolto.

La mobilitazione coinvolgerà dunque le realtà teatrali e culturali interessate in entrambe le province, con l’obiettivo di sollecitare risposte concrete sul piano contrattuale ed economico. Le richieste riguardano salari più adeguati, maggiori tutele e il riconoscimento del lavoro culturale e dello spettacolo.

L’iniziativa è sostenuta dalle rappresentanze sindacali aziendali e unitarie, in linea con la mobilitazione promossa a livello nazionale da SLC CGIL, FISTel CISL e UILFPC-UIL. Al centro della vertenza resta il rinnovo del contratto, con la richiesta di una proposta economica ritenuta più adeguata dalle lavoratrici e dai lavoratori del comparto.