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BOLZANO. "Donne informate sui fatti" di Carlo Fruttero, è in scena nel Teatro Comunale di Bolzano dal 3 al 6 febbraio per la stagione "La Grande Prosa" del Teatro Stabile.
Si tratta di un interessante e riuscito esempio di drammaturgia italiana contemporanea. L'autore, famoso per la stesura di avvincenti romanzi assieme a Franco Lucentini, ricava il testo teatrale dall'omonimo romanzo pubblicato nel 2006 e finalista del prestigioso Premio Strega. Una domenica mattina di fine maggio viene ritrovato in un fosso a Torino il cadavere di una giovane donna. Si tratta di Mirella, prostituta rumena. Il misterioso delitto diventa il motore narrativo: come nelle pagine del romanzo la ricostruzione degli eventi è affidata alla voce di otto donne assai differenti tra di loro, variamente legate alla vicenda. Si esprimono attraverso intensi monologhi che rispecchiano le singole estrazioni sociali, nevrosi e desideri. La bidella e la barista si contendono il "merito" di aver scoperto il cadavere e incarnano gli strati sociali più schietti; la figlia e l'amica di famiglia rappresentano l'alta borghesia torinese, ipocrita e nevrotica; la carabiniera e la giornalista si caratterizzano per la volontà professionale di affermarsi in una realtà ancora maschilista; infine si sente la vecchia contessa, resa dalla voce registrata di Franca Valeri. In questo gioco monologante, Fruttero costruisce un impianto solido che pone la girandola dei racconti-soliloqui in una struttura corale e polifonica, in cui si sviluppa un delicato ed equilibrato concertato di cadenze e inflessioni regionali. L'indagine è costruita abilmente sulla suspense e dal variegato universo femminile emergono i rapporti fra le varie classi sociali e il concetto di etica. "Donne informate sui fatti" diventa, in questo modo, uno spaccato metaforico di vita italiana, in cui convergono anche gli effetti di impulsi umani.
La regia dello spettacolo, prodotto da Fondazione Teatro Europa Torino-Il Contato/Teatro Giocosa di Ivrea, compete a Beppe Navello. Tra le attrici spiccano i nomi di Romina Mondello, Daniela Poggi e Patrizia Zappa Mulas.
Si tratta di un interessante e riuscito esempio di drammaturgia italiana contemporanea. L'autore, famoso per la stesura di avvincenti romanzi assieme a Franco Lucentini, ricava il testo teatrale dall'omonimo romanzo pubblicato nel 2006 e finalista del prestigioso Premio Strega. Una domenica mattina di fine maggio viene ritrovato in un fosso a Torino il cadavere di una giovane donna. Si tratta di Mirella, prostituta rumena. Il misterioso delitto diventa il motore narrativo: come nelle pagine del romanzo la ricostruzione degli eventi è affidata alla voce di otto donne assai differenti tra di loro, variamente legate alla vicenda. Si esprimono attraverso intensi monologhi che rispecchiano le singole estrazioni sociali, nevrosi e desideri. La bidella e la barista si contendono il "merito" di aver scoperto il cadavere e incarnano gli strati sociali più schietti; la figlia e l'amica di famiglia rappresentano l'alta borghesia torinese, ipocrita e nevrotica; la carabiniera e la giornalista si caratterizzano per la volontà professionale di affermarsi in una realtà ancora maschilista; infine si sente la vecchia contessa, resa dalla voce registrata di Franca Valeri. In questo gioco monologante, Fruttero costruisce un impianto solido che pone la girandola dei racconti-soliloqui in una struttura corale e polifonica, in cui si sviluppa un delicato ed equilibrato concertato di cadenze e inflessioni regionali. L'indagine è costruita abilmente sulla suspense e dal variegato universo femminile emergono i rapporti fra le varie classi sociali e il concetto di etica. "Donne informate sui fatti" diventa, in questo modo, uno spaccato metaforico di vita italiana, in cui convergono anche gli effetti di impulsi umani.
La regia dello spettacolo, prodotto da Fondazione Teatro Europa Torino-Il Contato/Teatro Giocosa di Ivrea, compete a Beppe Navello. Tra le attrici spiccano i nomi di Romina Mondello, Daniela Poggi e Patrizia Zappa Mulas.
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