BOLZANO. Klaus Ladinser si toglie la giacca da vicesindaco e indossa quella da presidente della Fondazione Teatro. «Non servono promesse politiche, ma un impegno scritto da parte di Comune e Provincia di finanziamento per i prossimi tre anni. È solo così che potremo garantire gli spettacoli di danza e opera lirica della Fondazione teatro», riassume Ladinser. Venerdì è previsto un vertice delle due giunte decisivo per la fondazione, ente che vede Provincia e Comune soci al 50 per cento. In discussione c’è la sopravvivenza delle stagioni di danza e opera organizzate dalla fondazione. Come ha ricordato in consiglio comunale la direttrice facente funzioni Alessandra Belvisi, la fondazione ha già effettuato i risparmi possibili. Per garantire l’attività artistica servono 870 mila euro all’interno del bilancio complessivo della fondazione, che nel 2013 è stato di 4 milioni. «Al di sotto di questa cifra non si potrà garantire l’attività artistica», è d’accordo l’assessore comunale Patrizia Trincanato, e la fondazione porterebbe avanti solo l’attività di gestione tecnica e amministrativa delle «case» del teatro e dell’auditorium. Dal 2011 il bilancio della fondazione è stato tagliato del 18%.

L’allarme è fatto proprio da Ladinser, che riassume così questo momento di svolta: «Sono cambiate le regole per ottenere i finanziamenti del Fus, il fondo unico ministeriale dello spettacolo (220 mila euro all’anno). Per proseguire dovremo avere una garanzia triennale, non annuale, di finanziamento da parte del Comune e della Provincia. Per garanzia intendo una convenzione firmata, non promesse politiche. Solo così potremo portare avanti la lirica e la danza. È una questione finanziaria, non politica». La Fondazione teatro che presiede, informa Ladinser, ha impostato il bilancio del 2015. «Prevediamo 1,350 milioni dal Comune e 1,550 dalla Provincia, un po’ di più rispetto al 2014 per rispondere ai nuovi criteri del Fus per la fondazione riconosciuta teatro di tradizione (almeno 3 titoli di opera all’anno con otto recite e 12 spettacoli di danza). Firmano la convenzione o non la firmano? Gli spettacoli dipendono da questo». E sono spettacoli amati e frequentati dagli spettatori. «Nell’ultimo anno 100 mila ingressi tra teatro e auditorium», ricorda Alessandra Belvisi.

L’assessore provinciale alla Cultura italiana conferma le rassicurazioni del collega Achammer: «Non c’è la volontà di tagliare l’attività artistica. Si tratterà piuttosto di studiare collaborazioni tra la fondazione e altri enti, a partire da teatro Stabile, Vbb ed Orchestra Haydn, pensando anche in ottica sovraregionale».

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