VIPITENO. Maxi-sequestro di valuta della Tenenza di Vipiteno della Guardia di Finanza che giovedì ha fermato al confine un cittadino tedesco, dipendente di un’azienda orafa germanica, che aveva 260 mila euro in contanti. Si era dimenticato, però, di informare la dogana che stava trasportando denaro ben oltre la somma massima consentita (10 mila euro) e pertanto le Fiamme Gialle hanno applicato le sanzioni previste dalla normativa valutaria vigente dal 2 marzo scorso.

La sanzione. E così, oltre a contestargli una pesante sanzione amministrativa (tra il 30 e il 50 per cento della somma), i finanzieri hanno anche proceduto al sequestro di 125 mila euro in contanti, pari al 50% dell’eccedenza che l’azienda orafa aveva tentato di introdurre in Italia senza la prescritta dichiarazione. Vista l’entità della somma intercettata, il dipendente della ditta tedesca non ha potuto fruire nemmeno dell’oblazione, ovvero della possibilità di pagare immediatamente una sanzione in misura ridotta. Questa opportunità c’è infatti solo se la somma trasportata in contanti non supera i 40 mila euro.

Le verifiche. Sono in corso verifiche per capire a cosa fosse destinato il denaro. È probabile, secondo la Finanza, che i contanti potessero servire all’acquisto di merce in nero in Italia. «Il servizio - spiegano le Fiamme Gialle - si inserisce nell’azione di contrasto ai movimenti transfrontalieri illeciti di valuta che si concentra in particolare ai confini con l’Austria e la Svizzera. Si tratta di un’attività che interessa tanto i movimenti in entrata quanto quelli in uscita. I primi perché possono essere nascoste al fisco transazioni in nero con contribuenti nazionali e i secondi perché l’esportazione di capitali è spesso legata a fenomeni di costituzione all’estero di depositi frutto di evasione o di altri illeciti economico-finanziari».

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