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MERANO. Il grande fratello e l'occhio digitale della centrale operativa dei vigili urbani arriva anche in passeggiata.
L'altro giorno il comandante della polizia municipale Fabrizio Piras ha firmato la determina con la quale autorizza l'acquisto delle telecamere necessarie per attuare la videosorveglianza a distanza della Wandelhalle, la passeggiata coperta che costeggia il Passirio nel tratto compreso tra il bar Darling e la passerella pedonale.
La videosorveglianza si rende necessaria dopo che per anni il Comune di Merano ha tentato inutilmente di prevenire atti di puro vandalismo e malcostume che ciclicamente hanno danneggiato con deposito di rifiuti e scritte sulle pareti la struttura. A rischio in particolare i diversi quadri e le opere d'arte lasciate alla città da Franz Lenhart, che proprio nella Wandelhalle sono esposte.
Nonostante il costante servizio di pulizia affidato ad Azienda municipalizzata il problema della tutela della passeggiata non è stato risolto. Ecco che allora sindaco e comandante dei vigili urbani hanno deciso di mettere sotto costante controllo la Wandelhalle, dotandola di telecamere collegate 24 ore su 24 con la centrale operativa della polizia municipale. La installazione e il collegamento delle telecamere è stato affidato alla ditta Itel di Bolzano per 11.700 euro.
In caso di danneggiamenti potranno essere recuperate le immagini e a seguito delle necessarie indagini si potrà risalire agli autori dei vandalismi. In Comune sperano che le telecamere da sole svolgano anche una funzione di deterrente, in modo da evitare gli interventi post-danneggiamento e impedire preventivamente che le opere di Lenhart vengano rovinate dal vandalo di turno.
Con la installazione della videosorveglianza nella Wandelhalle, il numero delle telecamere silenziose che dal comando dei vigili urbani sorvegliano la città sono diventate oramai una quarantina. Il numero più consistente serve a controllare il flusso del traffico, compreso il tunnel della circonvallazione con sbocco in via IV Novembre, altre sono impegnate nella sorveglianza di isole ecologiche e punti particolarmente sensibili per la vita della città. Il sistema di videosorveglianza è ormai diventato usuale in tante città, non solo in riva al Passirio. Come sempre pagano le casse pubbliche per cittadini con poco senso civico. Almeno, fino a quando non li colgono con le mani nel sacco.(rog)
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