BOLZANO. Avrebbe dovuto essere la prima rapina in pieno centro con assalto notturno in un appartamento privato. Tre giovani albanesi hanno però fallito il colpo grazie alla provvidenziale segnalazione di un residente in via Bottai e al pronto intervento di un paio di pattuglie del nucleo operativo e radiomobile dei carabinieri. I tre stranieri sono stati arrestati poco dopo. Il gruppetto è finito in manette poco dopo il fallito tentativo di rapina. Le manette sono scattate ai polsi di Pshaj Kreshnik di 27 anni, Cela Lysien di 23 anni ed un minorenne di 17 anni. Sono tutti e tre albanesi con precedenti. Ora sono in carcere per tentata rapina aggravata, porto di oggetti atti ad offendere e divieto di giocattoli trasformabili in armi. In effetti il terzetto, che aveva deciso di agire con il volto coperto da collant da donna, aveva una pistola che si è rivelata per fortuna una «calibro 8» ad aria compressa. Le intenzioni del gruppetto erano però ugualmente criminali. Lo dimostra il materiale di cui i tre erano in possesso. Oltre ai tre collant da donna (con cui tutti e tre avrebbero dovuto travisarsi il viso), i carabinieri hanno sequestrato anche un coltello tipo «Butterfly» con lama di circa 10 centimetri, un borsone contenente un passamontagna nero, cinque paia di guanti in lattice per evitare di lasciare impronte ed un nastro adesivo da pacchi con cui probabilmente avrebbero immobilizzato le vittime della rapina notturna dopo aver suonato il campanello dell'appartamento prescelto. Era tutto pronto, insomma, per un vero e proprio assalto nel cuore della notte in un'abitazione in centro di una famiglia di commercianti considerata benestante. In effetti il gruppetto aveva organizzato l'assalto al civico 18 di via Bottai ove abita la famiglia Grandi, titolare dell'omonimo panificio, il cui negozio principale è praticamente accanto al portone preso di mira. I tre albanesi sapevano che spesso, per un problema di praticità, i panettieri che di notte lavorano nel seminterrato per la produzione del pane, lasciano il portone aperto. Così è avvenuto anche l'altra notte. Il piano è scattato poco prima dell' 1 e 30. Il più giovane del gruppo è rimasto in strada a fare da «palo», gli altri due sono entrati nel portone dopo aver infilato i collant. Un'operazione che è stata notata da un residente della zona che ha immediatamente avvisato la centrale dei carabinieri. In pochi minuti è arrivata sul posto una pattuglia del radiomobile. Pochi istanti prima i due malviventi entrati in azione erano stati avvisati dal «palo» ed erano fuggiti per evitare l'arresto. Si sono nascosti in un androne poco distante (in direzione piazza Municipio) accanto al bar Meraner. Sono stati però subito scoperti ed arrestati. Per una verifica sono state anche svegliate le mancate vittime del colpo e cioè Johann Grandi e la moglie Astrid. Stavano dormendo e non si erano accorti di nulla.