Tentato omicidio a Bolzano, depositate le motivazioni della condanna di Ibolekwu
L’imputato, condannato a 9 anni per aver accoltellato l’ex suocera, si è sempre dichiarato innocente. Decisivi per i giudici una serie di gravi indizi tecnici e logistici
BOLZANO. Lo smartphone agganciato alla cella della zona di via Cavour nelle ore dell’aggressione e l’auto a noleggio, presa in Germania, risultata parcheggiata vicino al condominio proprio al momento dell’accoltellamento: sono questi i principali indizi messi nero su bianco nelle motivazioni della sentenza che hanno portato alla condanna di Benedict Chika Ibolekwu.
L’ingegnere 37enne di origini nigeriane, residente in Germania, era stato condannato lo scorso settembre a 9 anni di reclusione dal tribunale di Bolzano per il tentato omicidio della ex suocera. I fatti risalgono al 23 febbraio 2024, quando la donna fu accoltellata nello scantinato del condominio in cui vive, in via Cavour, da un uomo poi fuggito.
Le indagini avevano condotto all’arresto dell’ex genero che, fermato in Germania alcuni dopo i fatti, nel corso del procedimento si è sempre dichiarato innocente. Nelle motivazioni ora depositate, i giudici spiegano come il quadro accusatorio si fondi su una serie di gravi indizi, ritenuti concordanti e idonei a collocare l’imputato sul luogo dell’aggressione.
In particolare, oltre ai dati di localizzazione del telefono, viene richiamata la presenza dell’auto riconducibile a Ibolekwu nelle immediate vicinanze del palazzo della vittima nel momento dell’attacco. Un insieme di elementi che, pur in assenza di una prova diretta, ha portato il collegio a ritenere provata la responsabilità dell’imputato per la violenta aggressione.