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BOLZANO. Cinque anni di reclusione con espulsione dal territorio nazionale una volta scontata la pena. E’ la condanna decisa ieri a carico di Servet Bardhi, l’albanese arrestato per violenza sessuale (un tentativo di stupro all’interno di parco Marconi) ai danni di una ragazza meranese.
Lo straniero resta in carcere a Verona, dove sconterà gran parte della condanna. Per il momento il suo legale non ha ancora deciso se impugnare la sentenza in appello.
Come si ricorderà, la posizione processuale dell’imputato si era aggravata proprio nelle ultime settimane, nel corso della fase istruttoria dell’inchiesta.
In effetti nel corso di un incidente probatorio svoltosi davanti al giudice Carlo Busato, la presunta vittima dell’episodio (una ragazza meranese di 18 anni) aveva confermato con estrema lucidità tutte le accuse, fornendo ulteriori particolari sull’aggressione subìta ad opera dello straniero. L’uomo, che ha 33 anni, per il momento resta in carcere in detenzione cautelare in attesa che la sentenza diventi definitiva o venga appellata. Lo straniero si è sempre difeso sostenendo che la ragazza sarebbe stata consenziente.
In realtà tutte le testimonianze raccolte dagli inquirenti hanno sempre indicato una giovane terrorizzata entrata dopo mezzanotte in un locale del centro, (poco distante) in evidente stato di shock e con il respiro affannoso.
«La ragazza parlava pochissimo e parlava male» avevano raccontato i gestori del locale. Nel corso dell’incidente probatorio davanti al giudice la giovaneaveva confermato ogni circostanza ricordando di essersi fermata, la sera del 19 luglio in un locale per trascorrere qualche ora in compagnia di amici. Poi, quando verso mezzanotte si era incamminata verso casa, la ragazza non si era accorta di essere seguita e subì il tentativo di violenza mentre attraversava parco Marconi, presso il minigolf.
L’indagato avrebbe agito con estrema determinazione, bloccando la giovane e strappandole alcuni vestiti. La ragazza ebbe però la forza di reagire, divincolarsi e di correndo con il cuore in gola verso il locale pubblico che aveva visto aperto.
Ieri è arrivata la sentenza di primo grado. Nonostante la riduzione di un terzo della pena per effetto del rito abbreviato scelto dall’imputato, l’albanese è stato condannato a cinque anni di reclusione vista la gravità dell’episodio. Una volta scontata la pena sarò espulso dall’Italia.
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