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BOLZANO. È iniziato ieri il progetto Snoopy, una sinergia di due enti, la Volontarius ed il servizio psichiatrico del Comprensorio sanitario di Bolzano, che con l'aiuto dei cani affrontano le difficili tematiche dell'emarginazione. Venti incontri al canile Sill che vedranno come protagonisti i cani e tutte quelle persone che hanno deciso di provare a combattere il disagio interiore o fisico. Quest'anno, grossa novità aperta a tutta la cittadinanza, una pet therapy basata sul principio semplicissimo che il cane ha una forte empatia con l'essere umano, non solo lui impara da noi ma noi possiamo imparare da lui. Lo sa bene Liliana Rotelli, la volontaria storica referente del progetto, che da anni segue con passione i suoi ragazzi. Che cos'è quindi Snoopy?, Andrea, 38 anni, che da tre fa parte del progetto dice: «Snoopy è gioia pura per noi che a volte ci sentiamo soli. I cani sono creature fantastiche».
«Snoopy è vita», queste le parole di Ivana, un’utente che da due anni partecipa al progetto.
«È l'unico modo che abbiamo noi che soffriamo di un disagio difficile da spiegare, per ritrovarsi e sentirsi parte di un gruppo - afferma Ivana - Il gruppo è forza, il gruppo è quello che ci fa sentire forti anche quando siamo più fragili».
«Quello che si è creato negli anni - racconta Rotelli - è un gruppo di mutuo soccorso, gli utenti sono diventati amici tra loro e con i volontari, hanno formato una piccola comunità. Il mio lavoro di volontaria è ricompensato ogni qualvolta vedo un utente sorridere o qualcuno affermare che grazie a questo progetto non si sente più solo». La referente scientifica del progetto è la psicologa Isabella Gualtieri: «Il cane deve svolgere un percorso ad ostacoli, ma per farlo deve essere guidato dall'uomo. Non si può essere troppo impositivi ma nemmeno troppo poco. Questo aiuta molto quelle persone che hanno difficoltà cognitive, o di concentrazione. Senza contare il fatto che negli anni il gruppo è diventato forte e coeso. Gli utenti imparano anche tra loro a comunicare con i cani. La riabilitazione parte proprio da chi ha vissuto esperienze simili a quelle che intende trasmettere». I risultati parlano chiaro, nel corso degli anni il progetto ha aiutato parecchie persone. «Ho visto utenti che arrivavano sorretti dai volontari perché incapaci di camminare - racconta Luca Rauzi l'addestratore -che una volta inseriti nel percorso assieme ai cani correvano senza quasi difficoltà. Nel corso degli anni è aumentata l'adesione al progetto. Ci servirebbero perciò altri cani. Per informazioni 333 2024711».
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