MERANO. Il Comune di Merano dopo anni di rinunce agli aumenti di capitale pianificati dalla Provincia, fino a veder ridotto al lumicino (0,09% del capitale sociale) il proprio peso all'interno di Terme Merano spa, ora potrebbe cambiare rotta. Nel corso di un recente incontro tra il presidente della giunta provinciale Arno Kompatscher e il sindaco di Merano Paul Rösch, la posizione della città del Passirio in merito a possibili aiuti al centro termale guidato da Andreas Cappello, avrebbe subito un importante ammorbidimento.

Merano sarebbe in sostanza disponibile ad aumentare la propria presenza nel capitale sociale provinciale per finanziare investimenti delle Terme per ammodernare le proprie infrastrutture ormai decennali. La novità, sarebbe emersa ieri al termine della riunione della giunta provinciale, che tra gli altri punti aveva all'esame l'ennesima immissione di denaro tintinnante nelle casse della società termale per far fronte ai mutui bancari contratti con Cassa Risparmio e Banca Popolare.

Un nuovo aumento di capitale sociale, questa volta di 3,5 milioni di euro rispetto ai 2,5 garantiti lo scorso anno per contribuire a ridurre il mutuo sottoscritto dieci anni fa per finanziare i lavori della maxi ristrutturazione. Dei 70 milioni originariamente sottoscritti, anche grazie alla vendita dell'hotel Terme, ne sono rimasti 18, che comunque assieme agli ammortamenti (2,5 milioni all'anno) continuano a pesare sulla gestione ordinaria. La Provincia, per tenere in piedi le Terme, ogni anno effettua un aumento di capitale (negli ultimi anni sempre 2,5 milioni di euro) e riconosce alla spa 3,1 milioni di contributi sottoforma di contratto di servizio. Nel 2016 dei 18 milioni di debiti bancari ne scadono oltre quattro e per questo serve un intervento provinciale con sottoscrizione di nuove azioni.

Ma i 3,5 milioni, stando alle dichiarazioni del presidente Kompatscher, non serviranno solo a rimborsare una parte dei prestiti bancari, ma anche per effettuare una serie di rinnovamenti e ammodernamenti. E qui entra in gioco Merano. La Provincia, in sostanza, è stanca di continuare a pagare da sola per le Terme, i cui benefici, in termini di volano turistico, ricadono quasi esclusivamente su Merano. E Kompatscher proprio per questo avrebbe chiesto al sindaco Rösch e indirettamente all'Azienda di soggiorno, di tirarsi su le maniche a loro volta e aiutare con sottoscrizione di nuove azioni le Terme. Merano, nella società termale, conta come il due di coppe quando la briscola è denari: detiene 7.375 azioni, un'inezia rispetto alle oltre 8,4 milioni di azioni della Provincia, praticamente lo 0,09% del capitale. L'Azienda di soggiorno ha un ruolo, se possibile, ancora minore, detenendo 2.455 azioni pari allo 0,03% del capitale sociale. Il Comune, a dire la verità, una parte dei costi della maxi ristrutturazione, se li accollò già dieci anni fa, assumendosi per intero il costo della costruzione del tunnel lungo il Passirio e sotto l'allora via Terme, aprendo la strada alla costruzione della piazza Terme, piazza che oggi la società rivendica per se e che costringe il Comune, vista la sua destinazione pubblica, a pagarne tutte le spese di manutenzione, non ultimi i 13 mila euro per la sistemazione dei getti d'acqua approvati con determina dirigenziale nei giorni scorsi.

Tornando al tunnel il Comune accese 10 anni fa un mutuo da 8 milioni che costa ogni anno 187 mila euro di interessi oltre al rimborso del capitale da pagare alla Unicredit Banca: a fine 2016 di quegli 8 milioni ne resteranno da rimborsare ancora 3,66.