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MERANO. C'è anche un meranese tra le persone colpite dal devastante terremoto di Christchurch in Nuova Zelanda.
Samuel Melchiori si è messo in salvo alle prime scosse. Era ora di pranzo, e notte fonda qui da noi, quando la terra ha tremato a Christchurch, in Nuova Zelanda. Un sisma di magnitudo 6,3 che ha devastato il paese e causato parecchie decine di morti.
Samuel Melchiori, 21enne meranese, in quel momento si trovava nell'albergo per studenti dove a novembre aveva trovato alloggio per trascorrere sei mesi di perfezionamento della lingua inglese.
Alle prime scosse è riuscito a mettersi in salvo guadagnando uno spiazzo al riparo da eventuali crolli. Dopo i primi minuti di comprensibile smarrimento ha pensato bene di telefonare ai genitori per dare loro in diretta la conferma della sua incolumità. «Il telefono ha squillato poco dopo l'una di notte - racconta papà Valentino - quando ancora non sapevamo del disastro accaduto in Nuova Zelanda».
«Samuel ci ha riferito del pronto intervento della protezione civile che ha radunato la gente scampata al terremoto e l'ha trasferita in un parco ai margini della città dove è stata allestita una grande tendopoli - prosegue il padre - mi ha anche raccontato dell'intervento della Croce rossa che, oltre ai generi di prima necessità, gli ha consegnato un materassino gonfiabile ed una coperta per organizzare un giaciglio di fortuna all'interno della tenda».
Prima di capire come proseguire la sua esperienza formativa in Nuova Zelanda, Samuel Melchiori dovrà attendere gli sviluppi della situazione. Solo nei prossimi giorni sarà reso noto se e quando la popolazione e gli ospiti potranno fare rientro nel centro abitato. Ricordiamo che la città ha subito danni ingenti e che nel tardo pomeriggio di ieri il bilancio era di 65 morti e un centinaio di dispersi: un rientro alla normalità a tempi brevi appare quanto meno improbabile.
Samuel Melchiori si è messo in salvo alle prime scosse. Era ora di pranzo, e notte fonda qui da noi, quando la terra ha tremato a Christchurch, in Nuova Zelanda. Un sisma di magnitudo 6,3 che ha devastato il paese e causato parecchie decine di morti.
Samuel Melchiori, 21enne meranese, in quel momento si trovava nell'albergo per studenti dove a novembre aveva trovato alloggio per trascorrere sei mesi di perfezionamento della lingua inglese.
Alle prime scosse è riuscito a mettersi in salvo guadagnando uno spiazzo al riparo da eventuali crolli. Dopo i primi minuti di comprensibile smarrimento ha pensato bene di telefonare ai genitori per dare loro in diretta la conferma della sua incolumità. «Il telefono ha squillato poco dopo l'una di notte - racconta papà Valentino - quando ancora non sapevamo del disastro accaduto in Nuova Zelanda».
«Samuel ci ha riferito del pronto intervento della protezione civile che ha radunato la gente scampata al terremoto e l'ha trasferita in un parco ai margini della città dove è stata allestita una grande tendopoli - prosegue il padre - mi ha anche raccontato dell'intervento della Croce rossa che, oltre ai generi di prima necessità, gli ha consegnato un materassino gonfiabile ed una coperta per organizzare un giaciglio di fortuna all'interno della tenda».
Prima di capire come proseguire la sua esperienza formativa in Nuova Zelanda, Samuel Melchiori dovrà attendere gli sviluppi della situazione. Solo nei prossimi giorni sarà reso noto se e quando la popolazione e gli ospiti potranno fare rientro nel centro abitato. Ricordiamo che la città ha subito danni ingenti e che nel tardo pomeriggio di ieri il bilancio era di 65 morti e un centinaio di dispersi: un rientro alla normalità a tempi brevi appare quanto meno improbabile.
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