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BOLZANO. Associazione simbolo della comunità italiana. Numericamente inferiore al colosso Avs, ma snodo importante. Il Cai è scosso da un pesante strappo interno, che ha investito la sezione di Bolzano. Riccardo Cristofoletti, lo storico presidente cittadino, ha lasciato bruscamente la sezione. Divergenze che sembrano essere diventate insormontabili con l’attuale dirigenza. Inutile chiedergliene conto. «Sono vecchio e stanco, mi ritiro», è l’unico commento che arriva da Cristofoletti. Iscritto al Cai dal 1963, è stato a lungo il simbolo della sezione di Bolzano: presidente dal 1999 al 2022, 23 anni.
L’anno scorso Cristofoletti dovette rinunciare alla presidenza, a causa del limite dei mandati consecutivi previsto dallo statuto dell’associazione. È arrivato così ai vertici Maurizio Veronese, il nuovo presidente. Come figura storica della sezione, Cristofoletti venne eletto vice presidente. Il Cai Alto Adige elegge presidente e consiglio direttivo ogni 3 anni. Al Cai di Bolzano seguono una procedura diversa: rinnovo parziale degli organismi ogni anno, presidenza compreso. E si arriva alla rottura. Un faticoso passaggio generazionale.
L’assemblea
Il 30 marzo si è tenuta l’assemblea dei soci del Cai cittadino. Viene rinnovato un terzo del consiglio direttivo ed entrano Carlo Buglio, Luigi Cavallaro, Andrea Cavattoni, Giovanni Delponte e David Stefani.
L’elezione
Mercoledì scorso il secondo passaggio della tornata elettorale. Riunione del rinnovato consiglio direttivo per l’elezione della presidenza del Cai Bolzano.
Veronese si presenta sicuro di una conferma. «Dopo un solo anno di mandato è scontato garantire la rielezione, a meno che non ci siano problemi importanti», racconta un socio.
Ma forse anche Cristofoletti immaginava di poter tornare a ricoprire il ruolo di presidente: lo statuto lo avrebbe permesso, grazie all’interruzione di un anno.
Dopo il voto, la delusione. «Ho ottenuto 8 voti su 12», riferisce Veronese, confermato presidente. Cristofoletti resta quasi a secco di preferenze. Viene eletto anche il vice presidente, si tratta di Luigi Cavallaro.
Uno schiaffo alla «colonna» del Cai cittadino. «Sono stato io a dichiarare che non ero più disponibile a fare il vice», racconta Cristofoletti.
La seduta del consiglio direttivo si è conclusa con il suo annuncio: dimissioni totali dalla sezione.
Veronese preferisce non commentare: «Sono vicende interne. Mi dispiace di quanto è accaduto». Non prospetta un tentativo di ricucitura: «Stiamo preparando una lettera di ringraziamento per il lavoro svolto in questi anni». La rottura sarebbe legata a questioni legate soprattutto all’organizzazione, se non a incompatibilità personali. Su questo cristofoletti è netto: «Nessuno scontro su questioni delicate, simili a quelle che abbiamo vissuto in passato, come la decisione se vendere il Rifugio Bolzano».
Il Cai provinciale
Chi proverà a spendersi per una ricucitura è Carlo Zanella, presidente del Cai Alto Adige: «Cristofoletti ha ancora molto da dare alla associazione. Ci possono essere frizioni, ma tra persone adulte si trova il modo di ricomporre i rapporti».


