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BOLZANO. C’è la legge sul testamento biologico. L’ha approvata ieri mattina il Senato, ormai vicino allo scioglimento. Ed è passata anche con il voto della Svp e di tutto il Gruppo delle Autonomie. Le ragioni sono state presentate in aula da un appassionato intervento di Francesco Palermo, convinto sostenitore delle legge che regolamenta il consenso informato e le disposizioni anticipate di trattamento. Una vittoria per la società civile che da anni chiede questa legge. In tribuna ieri, i rappresentanti della associazione «Luca Coscioni», con Emma Bonino e Mina Welby, la vedova di Piergiorgio Welby, un simbolo di questa battaglia. Il vero nome di Mina Welby, originaria di San Candido, è Wilhelmine Schett. Il deputato della sinistra Florian Kronbichler ieri l’ha ringraziata: «Ha dedicato parte della sua vita alla lotta per il diritto ad una morte in dignità. Non è una esagerazione chiamare Mina Schett Welby la madre della legge». Una grande notizia, «degna di un paese civile e rispettosa del diritto dei suoi cittadini a scegliere per la propria vita»: questo il commento di Massimo Bernardo, che 14 anni fa ha fondato le Cure palliative all’ospedale di Bolzano. «Ora sarà importante che tutti capiscano che non si tratta semplicemente di compilare un foglio con le proprie volontà», sottolinea Bernardo, «Le direttive anticipate devono essere piuttosto la conclusione di un percorso di riflessione, fatto insieme al proprio medico di fiducia su quello che ognuno di noi desidera venga fatto o meno in prossimità del fine vita, qualora ci si trovi in una situazione in cui non è più possibile esprimere le proprie volontà. Questo documenta tutela i cittadini, che avranno il diritto di chiedere trattamenti in linea con loro principi, ma anche i sanitari che rispetteranno quanto dichiarato dai pazienti». Anche Palermo ha ringraziato in aula l’associazione Luca Coscioni, di cui Mina Welby è co-presidente, «per il contributo culturale che stanno dando». Quella approvata, dice anche Palermo, «è una legge fondamentale e ampiamente necessaria alla società» .
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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