BOLZANO. Il modello organizzativo della sanità altoatesina, fatto di ospedali centrali sempre più affollati, presto non sarà più economicamente sostenibile e per questo si rende indispensabile una rivoluzione del servizio di Medicina di base. Ad annunciarlo è l'assessore alla sanità Richard Theiner dal palco del convegno sulla sanità organizzato ieri dalla Cgil, nel Centro pastorale, alla scadenza del Patto per la salute dei cittadini e in vista delle pesanti restrizioni sul bilancio della sanità cui lo stesso Theiner ha dato conferma. Nelle parole di Theiner non si intravede però alcuna novità: sono mesi se non anni che l’ospedale va chiedendo disperatamente di liberarlo dal sovraccarico potenziando il territorio che però è rimasto lettera morta. Tra i relatori, l’assessore provinciale alla sanità Richard Theiner, Nicola Preiti, coordinatore nazionale Medicina convenzionata Fp-Cgil Medici, Albert Tschager, direttore ripartizione sanità della Provincia di Bolzano, Robert Peer, direttore tecnico-assistenziale dell’Azienda sanitaria Alto Adige, Bruno Marcato, direttore dell’Azienda Servizi Sociali di Bolzano.

La popolazione invecchia e con l'età aumenta il numero di malati cronici, "il 65% degli ultrasettantenni in provincia di Bolzano ha almeno una malattia cronica - afferma l'assessore - non è possibile pensare di garantire ancora la stessa qualità del servizio facendoli gravitare tutti nelle orbite degli ospedali centrali". Non solo, la distribuzione procapite delle risorse è in costante diminuzione, "per il prossimo anno ci saranno ancora tagli - annuncia Theiner - e se vogliamo mantenere i nostri standard non resta altro che mutare di modello organizzativo". Quello che serve è una rete di strutture leggere, disperse sul territorio, che facciano da camera di compensazione e filtro all'utenza prima che questa si rivolga all'ospedale. "La medicina di base deve essere riorganizzata radicalmente - spiega l'assessore - il medico di famiglia e la guardia medica saranno i nuovi cardini dell'assistenza sanitaria". L'ambulatorio come primo punto di riferimento, aperto 24h al giorno secondo la proposta della Funzione pubblica Cgil consegnata in questi giorni al ministro della Salute, accompagnato da una guardia medica più giovane, attrezzata e dinamica, che assista il paziente a domicilio. Le due visioni, di sindacato e provincia, sulla nuova organizzazione sono discordanti su alcuni punti, come l'apertura continuata degli ambulatori, ma parallele sulla necessità di cambiamento. "Il lavoro dei medici di medicina generale si è ridotto negli anni a quello di burocrati - la denuncia di Bruno Marcato, direttore dell'Azianda servizi sociali di Bolzano - si passa dal certificato medico fin dal primo giorno di malattia voluto dall'ex ministro Brunetta, alla ricetta per le cure termali, fino alla richiesta di sostituzione della sedia a rotelle, e non si ha più la possibilità di svolgere la funzione di medico", nel frattempo il paziente rimbalza da una struttura all'altra, inseguendo il moltiplicarsi degli incartamenti e delle code, "per fare ordine è necessario prima di tutto collegare in un sistema unico la rete dei medici di base con gli ospedali e la guardia medica - prosegue Marcato - e non pretendere che diminuiscano i pazienti come si è fatto finora, ma rinforzare il servizio". Altro grande problema infatti che è stato più volte esposto dal palco della Cgil è la mancanza di medici in Alto Adige, "per la guardia medica vale lo stesso, mancano i medici e molti di quelli attivi sono troppo anziani per pretendere che saltino da un appuntamento all'altro". ©RIPRODUZIONE RISERVATA