BOLZANO. Sempre più avvitata la crisi nella Svp provocata dallo scandalo dei vitalizi d’oro. Il fine settimana è dedicato a telefonate e incontri. Filo diretto tra il presidente provinciale Arno Kompatscher e i capi dei Bezirke. «Sembra di essere tornati alla rivoluzione francese, con la ghigliottina in piazza. Ma io non si sto. E nemmeno farò un favore a chi vuole fondare un nuovo partito»: dopo avere messo a disposizione il proprio mandato come Obmann, ieri Richard Theiner ha lanciato il guanto di sfida a «coloro che pensano di salvare tutto, eliminando me». Trova un alleato nel senatore Karl Zeller, in campo come mediatore: «Pensare a Theiner come capro espiatorio è come minimo ingeneroso». Di dimettersi dalla giunta Theiner non vuole sentire parlare. Rimanda tutto alla seduta del Parteiausschuss del 24 marzo, quando porrà la fiducia su se stesso. Ma nella Svp c’è chi dice: «Il 24 marzo è troppo tardi. Non possiamo permetterci un’altra settimana di massacro». Martha Stocker, vice Obfrau, si muove come Theiner. «Metto anch’io a disposizione il mio mandato», annuncia.

Domani seduta di Parteileitung. I contatti di queste ore servono per pesare gli schieramenti, perché c’è chi vorrebbe usare la riunione per accelerare la resa dei conti. Come possibile nuovo Obmann torna il nome di Kompatscher o di Philipp Achammer.

La bomba di venerdì è stata la presa di posizione del leader del Bezirk di Bolzano, Christoph Perathoner: «La nostra assemblea ha incaricato me e Arno Kompatscher di chiedere lunedì in Parteileitung un chiarimento sulle responsabilità dei vertici del partito». Il siluro era indirizzato in particolare all’Obmann e alla vice Martha Stocker, nel mirino come assessore regionale, quindi come possibile mente occulta della legge regionale su vitalizi e indennità, ufficialmente portata avanti da Rosa Thaler.

L’altro fronte è la giunta provinciale. Una parte della Svp spinge per l’uscita dalla giunta di Theiner, Stocker e Mussner, l’altro assessore Svp che arriva dalla scorsa legislatura finita ora sotto processo. Sarebbe questo l’obiettivo dello stesso Kompatscher, sul quale peserebbe anche un rapporto fiduciario ormai sfilacciato con l’alleata storica Martha Stocker.

La sfida di Theiner. Forse Kompatscher punta a una soluzione certo non indolore, ma nemmeno drammatica per arrivare al rimpasto di giunta. Theiner fa capire che non offrirà il collo (non ancora). E lo fa così: «È vero che abbiamo commesso degli errori, il principale del quale sono stati gli anticipi a chi ancora non percepisce il vitalizio. Ma tutti i consiglieri regionali avevano l’obiettivo di risparmiare e non accetto che dopo due settimane di proteste generali si arrivi a dire che serve la testa di pochi individui. Mi prendo le mie responsabilità, ma sono uno tra tanti». Ma è l’Obmann, non uno tra 70. Non pensa di doversi farsi carico dell’errore? «Non mi prendo la responsabilità di tutti», risponde Theiner, «L’ho già fatto in passato, e non solo nello scandalo Sel». Probabile che Theiner alluda alla fideiussione da 600 mila euro firmata per il debito del partito. Gli altri membri della Parteileitung hanno sottoscritto fideiussioni da 60 mila euro. «Non permetterò più che tutti si nascondano dietro di me, colpevole unico. È stata una legge discussa con tutti i partiti e votata da quasi tutti i 70 consiglieri regionali. Non sono stato io a fare le conferenze stampa per presentarla». Conferma che chiederà la fiducia come Obmann? «Certo». Se cadrà, lascerà la giunta? «Nessuno mi ha chiesto di lasciare, nemmeno Kompatscher». Martha Stocker parla di «manovre in corso», Theiner prende sul serio le voci più forti che in passato sulla costituzione di un nuovo partito, di area economica: «Non so se è vero, ma so che esasperare la sfiducia contro la Svp e i partiti di opposizione aiuta chi vuole presentarsi come nuovo».

Il freno di Zeller. Il senatore lavora per trovare una mediazione, è tra i pochi che accetta di farsi virgolettare e lancia a sua volta un guanto di sfida: «La situazione è difficile, ma dobbiamo uscirne senza fare di Theiner il capro espiatorio. Troppo comodo. La responsabilità è di tutti coloro che hanno votato quella legge e naturalmente l’ufficio di presidenza del consiglio regionale (Rosa Thaler, Mussner e Munter per la Svp, ndr). Il capo non deve assumersi la responsabilità politica di un errore così clamoroso? «Senta, è vero che qualcuno chiede la testa di Theiner, ma tutti vogliono che vengano restituiti i soldi. Theiner lo ha fatto, la Stocker anche e pure Sabina Kasslatter Mur: e gli altri?», così Zeller.

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