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BOLZANO. «Se dipendesse da me i passi li chiuderei a fasce orarie, già domani. Ma mi rendo conto che la situazione è più complessa e se vogliamo che eventuali misure di limitazione del traffico abbiano effetto, dobbiamo trovare l’accordo oltre che con le province limitrofe, anche con i sindaci. Altrimenti non andiamo da nessuna parte. A metà settembre assieme al collega Mussner e all’assessore provinciale trentino Gilmozzi, oltre che con i sindaci, illustreremo quali misure si intendono adottare per la prossima estate». Chi parla è l’assessore provinciale all’ambiente Richard Theiner, venostano, che ieri mattina era al secondo piano del Municipio di Glorenza, che ospita l’Ufficio del Parco nazionale dello Stelvio, per la presentazione della 16ª edizione della Scalata Cima Coppi: la manifestazione, riservata a tutti gli appassionati delle due ruote, in programma sabato 27 agosto. Vietata la circolazione ai mezzi motorizzati dalle 8 alle 16 sui tre versanti dello Stelvio, ovvero Alto Adige, Lombardia e Svizzera.
Tra i partecipanti ci sarà anche l’assessore, amante di sport in genere: corsa a piedi, mountain bike, escursioni in montagna in estate e in inverno. «Sullo Stelvio sono salito in mountain bike tre settimane fa. Purtroppo, era freddo, perché la notte precedente era nevicato. Speriamo che il 27 agosto sia una giornata di sole, come nell’edizione del 2015 che ha richiamato 12 mila ciclisti. Un successone».
Le chiusure delle strade però, se da una parte fanno la gioia degli appassionati delle due ruote in particolare e della natura in genere, dall’altra sono contestate da motociclisti, automobilisti e operatori turistici.
«Quando 16 anni fa si è partiti con quest’ iniziativa sullo Stelvio, erano più gli scettici che i favorevoli. Oggi non è più così. Questa è diventata una manifestazione di richiamo internazionale: tutti gli appassionati di ciclismo conoscono i 48 tornanti (versante altoatesino) che salgono a Cima Coppa (2.758 metri), perché qui si sono disputate sfide epiche».
Di questo successo beneficia anche il settore turistico, nonostante l’assenza dei turisti “motorizzati”?
«Ovvio. Gli alberghi dei dintorni in quei giorni sono al completo. E comunque c’è un ritorno d’immagine enorme».
Lei ha annunciato una conferenza stampa a metà settembre sulle misure da adottare sui passi dolomiti: da dove partirete?
«Dal Sella».
Che misure intendente adottare?
«Lo spiegheremo in una conferenza stampa congiunta».
Non sarà facile convincere gli operatori turistici visto che nella stragrande maggioranza sono contrari?
«All’inizio è sempre così, quando si chiude una strada. Ma poi, a distanza di un certo periodo, nessuno tornerebbe più indietro. L’importante è trovare assieme ai sindaci dei Comuni interessati la soluzione migliore: bisogna crederci».
Anche per lo Stelvio in prospettiva si pensa ad una chiusura a fasce orarie?
«No, semmai più probabile un ticket. Per lo Stelvio, assieme ai colleghi della Lombardia e svizzeri, stiamo elaborando un importante programma di valorizzazione dei tre versanti del passo. In cima ci sono una serie di edifici abbandonati che si sta pensando di riutilizzare, creando anche strutture museali e culturali. Il pacchetto di proposte verrà presentato ad ottobre e si vedranno i primi effetti della nuova gestione del Parco dello Stelvio già il prossimo anno».
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