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BOLZANO. Il peggio che potesse accadere? «Il decreto Monti che di fatto ha liberalizzato sia gli orari di apertura che le licenze in ambito commerciale». Ne è convinto Federico Tibaldo, eletto presidente di Confesercenti Alto Adige nel corso del congresso che si è tenuto ieri a Bolzano. «Basti pensare che l’allora premier sottolineò come in base a questa liberalizzazione si sarebbe arrivati ad ottenere un punto percentuale di Pil in più, mentre al contrario quel punto proprio non si è visto, anzi», sottolinea Tibaldo.
Dall’assise dei commercianti è emersa anche la profonda contrarietà per ulteriori nuovi centri commerciali nel capoluogo, ma anche in periferia. «Lasciamo perdere lo studio commissionato dal Comune, qui esiste uno squilibrio tra domanda ed offerta e Bolzano ha già un eccesso di grandi superfici di vendita», ancora il presidente di Confesercenti. L’associazione è contraria ad entrambe le cordate per la realizzazione di un centro commerciale in centro città. «Farebbero aumentare i disagi di quel tessuto fatto non solo di negozi, ma anche di pubblici esercizi e servizi che è il vero polmone del commercio nella nostra realtà», evidenzia Federico Tibaldo.
Nel corso del congresso si è anche fatto il punto su quanto accaduto nei trascorsi 4 anni, mentre il segretario generale della Confesercenti nazionale, Mauro Bussoni, ha tenuto l’intervento sulla situazione del commercio e dei pubblici esercenti in Italia. Poi c’è stato un dibattito molto vivace, attento e propositivo, con le proposte emerse per migliorare il settore. Naturalmente l’associazione punta ancora molto sul cosìddetto centro commerciale naturale, come quello di Europa-Novacella.
Al centro del dibattito la necessità di adeguare gli orientamenti e l’impegno associativo ai cambiamenti avvenuti nel settore. Innovare è la parola d’ordine anche per la Confesercenti che riunisce tra i propri associati non solo i commercianti, ma anche ambulanti, prestatori di servizi, titolari di bar e ristoranti, agenti di commercio, gestori di distributori di carburante e pensionati. «Si tratta di trovare nuove vie innovative, ma cercando di trasmettere anche i valori associativi», afferma Tibaldo.
Il futuro delle realtà economiche locali dipende per Confesercenti, anche dal recupero di condizioni di competitività diffuse per le piccole e medie imprese. Aspetti che implicano il superamento di atteggiamenti improntati sull’individualismo, la ricerca di forme di collaborazione, una gestione e un “sentire” comuni. Come è stata appunto l’operazione legata al centro commerciale naturale nel quartiere Europa-Novacella.


