BOLZANO. L'assessore provinciale alla scuola italiana, Tommasini, si dice in sintonia con la collega Kasslatter sulla necessità di formare docenti bilingui da destinare al potenziamento linguistico e di incentivare gli scambi fra scuole. «Sono i due cardini del gruppo di lavoro Pd-Svp». Ma l'assessore guarda anche oltre: «La via della scuola italiana ora sarà duplice: prima estenderemo il potenziamento linguistico in tutte le scuole; poi incentiveremo, anche economicamente, le certificazioni. Per tutti».

Assessore, la sua omologa Kasslatter Mur mostra delle aperture inimmaginabili anche solo dieci anni fa. Si concretizzerà l'auspicio dell'assessore tedesco riguardo all'incentivazione degli scambi fra studenti, anche extrascolastici? E sulla formazione alla Lub e il successivo scambio di docenti perfettamente bilingui fra le scuole dei due gruppi linguistici? «Fra me e l'assessore alla scuola in lingua tedesca c'è sintonia su questi due aspetti. Ne abbiamo trattato preliminarmente nel primo incontro del gruppo di lavoro Pd-Svp sull'apprendimento plurilingue. Approfondiremo a breve in un altro incontro che abbiamo concordato in questi giorni in consiglio provinciale. Dovremo studiare le modalità di realizzazione, ma la volontà c'è».

Alla testa della commissione speciale del consiglio provinciale, sempre sul plurilinguismo, è stata prescelta Martha Stocker, diciamo un esponente un poco più conservatore... «Le sensibilità sono differenti, ma preferisco non parlarne ora. Attendo fiducioso i risultati dei lavori, di entrambi i gruppi, politico e del consiglio. Ma su un fatto posso rassicurare: tutti sono consapevoli che si debba intraprendere delle contromisure in tema di apprendimento linguistico. Tutti ne sono convinti, nessuno escluso». Dell'altra metà del cielo c'è bisogno per almeno un motivo, irrinunciabile: sia per gli scambi, sia per i docenti, occorre materiale umano interscambiabile. «Certo. Stiamo pensando a scambi sia di alunni che di professori, ma ovviamente occorre una reciprocità, non possiamo farli da soli. Le aperture da parte del mondo di lingua tedesca non mancano, come dimostrano le esperienze per esempio delle scuole medie bolzanine. E ovviamente dobbiamo lavorare assieme per spingere la Lub verso la formazione di insegnanti bilingui».

Intanto la scuola italiana proseguirà il suo cammino, come già annunciato: il potenziamento linguistico verrà esteso a tutti gli istituti. Rimangono però due nodi da sciogliere. Primo: l'impressione è che in Alto Adige non si percepisca la reale dimensione numerica di scambi e potenziamenti. Ossia, pochi sanno quanti vi abbiano partecipato, dove, quando, con che risultati. In secondo luogo, elevando la sperimentazione a sistema, occorreranno dati certi: bisognerà dimostrare che il sistema funziona. Come si muoverà l'assessorato?

«La dimensione del fenomeno, in effetti, è poco nota. E pure cosa si sia raggiunto davvero. Per questo motivo, a giugno abbiamo intenzione di organizzare un momento pubblico, durante il quale verranno forniti tutti i dati raccolti per la prima volta in questi mesi. Dove si sono effettuate le sperimentazioni, in quanti vi hanno preso parte, con che risultati. Inoltre si parlerà delle varie metodologie messe in campo. Per il resto, è ovvio che passando dalla fase sperimentale al sistema istituzionalizzato siano necessarie delle valutazioni oggettive. Stiamo studiando la riforma del sistema di valutazione dell'insegnamento scolastico, all'interno del quale le lingue, e in particolare il tedesco, occupano una posizione centrale. Inoltre, l'intenzione è di incentivare le certificazioni tipo Goethe eccetera, anche economicamente, perché per le scuole costituiscono un costo. Vorrei che le certificazioni fossero estese a tutte le classi di ogni ordine e grado. Dimostreremo che il potenziamento funziona. Il primo obiettivo sarà il livello A2 per tutti gli alunni delle elementari».