LAIVES. «Se non passa lo stadio, Laives resterà anche senza il polo formativo sportivo». Chiaro il messaggio dell'assessore provinciale Christian Tommasini, che invita le parti ad uscire dalle sabbie mobili degli ultimi mesi: «Non si governa a colpi di "no", serve dialogo», aggiunge Tommasini riferendosi all'ala Svp vicina ai contadini, che ha posto il veto anche sul progetto Lido. Tommasini, che da ex assessore di Laives ha un osservatorio privilegiato sulla città, ammette di aver seguito con preoccupazione il braccio di ferro degli ultimi mesi. E l'invito del consigliere Christof Inama ai colleghi Svp sul «senso di responsabilità» è piaciuto.

«Non posso che condividere le parole di Inama, che comunque erano rivolte all'interno e non all'esterno - commenta - negli ultimi giorni si è davvero sfiorata la crisi, ma la fase più critica ora mi pare superata superata». L'assessore provinciale all'istruzione auspica ora toni più pacati: «È importante dialogare senza mettere in discussione la maggioranza -argomenta - il sindaco Liliana Di Fede sta lavorando per trovare una soluzione positiva per la questione stadio e per il Lido, due temi che non possono essere affrontati singolarmente».

Tommasini, a proposito, ha le idee chiare: «Entrambe le operazioni sono sensate - commenta - e non solo nell'ottica di Laives, ma anche in chiave provinciale. Se poi ci sono perplessità, è importante discutere per arrivare ad una soluzione condivisa». Quello che a Tommasini non piace è l'ostruzionismo interno alla maggioranza, con un evidente riferimento a quell'ala della Svp legata al Baurnbund: «Non è possibile andare avanti con la logica del "no" a tutto, affossando entrambi i progetti».

«Non entro nel merito delle scelte che l'amministrazione di Laives intenderà fare, ma credo sarebbe davvero importante preservare il polo sportivo, dove troverebbe spazio il concetto di formazione sportiva». Chiaro il riferimento di Christian Tommasini alla possibilità di portare a Laives il «Toniolo», l'istituto privato (ma riconosciuto) che propone un percorso formativo sportivo: «Chiaro che perdere la cittadella, significherebbe rinunciare anche a questa opportunità che, tra l'altro, godrebbe di risorse pubbliche aggiuntive (e provenienti da altre voci di bilancio) rispetto a quelle già previste per la cittadella dello sport».

Insomma, si tratta di un «pacchetto unico», sul quale l'amministrazione dovrà dare al più presto una risposta: «Sono fiducioso - conclude Tommasini - credo che nel giro di dieci giorni si arriverà ad una soluzione condivisa da tutti».

© RIPRODUZIONE RISERVATA