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BOLZAO. «Tutti i nodi giuridici sono sciolti», annuncia Danilo Toninelli. E aggiunge: «Il cambiamento è pronto». Si riferisce, il ministro delle Infrastrutture, alle autostrade. In particolare all'affidamento della gestione dell’autostrada del Brennero alla nuova società in house BrennerCorridor. Lo fa in un post su Facebook accompagnato da una nota ufficiale del suo dicastero che dunque fornisce al messaggio una valenza più strutturata. Tutto risolto? Quasi. Perché poi ragguaglia sull'agenda effettiva che aspetta lui e anche i soci di Autobrennero in attesa trepidante: «Ora si è giunti ad un passo dal traguardo. Io sono pronto a tagliarlo a fianco delle autorità, in spirito di leale collaborazione». Anche i vertici di A22 hanno subito provato a decrittare il contenuto effettivo del post e la conclusione cui sono giunti è questa: «La porta è stata aperta un poco di più. Evidentemente il ministro vuol dirci che nulla più ostacola la felice conclusione della questione». Dicono gli uffici della direzione. Tradotto: Toninelli ha reso esplicita la sua volontà politica di assegnare la concessione al territorio e chiede un ultimo sforzo in termini di compromesso possibile alla controparte. Perché alcuni nodi restano aperti. E sono quelli di ieri: il primo è il peso che dovranno avere in sede di comitato di controllo il rappresentante del governo e quelli dei territori e sul tipo di gradimento e di mandato che esso dovrà avere. Il secondo è quanto degli 800 milioni destinati alle grandi opere infrastrutturali legati sempre ai territori dovranno e potranno essere messi “in tariffa”. Su questi due punti Toninelli non rende espliciti i suoi intendimenti e se ha deciso o meno di accettare la versione delle Province sia sul peso del delegato di Roma nella governance A22 che sull'effettivo via libera ai fondi da destinare alle infrastrutture urbane (a Bolzano l'autostrada in tunnel, via Einstein e la tangenziale sopraelevata ). Una questione invece il ministro mette nero su bianco: non si parlerà più di bando. «Avrei potuto lasciare che si andasse a gara - scrive Toninelli sia riguardo alla concessione in scadenza A22 che per la A4 Venezia Trieste - invece ho deciso di lavorare insieme ai territori e alle autorità che li governano per creare un nuovo modo di far funzionare la cosa pubblica, in questo caso le autostrade. Per farlo, abbiamo dovuto superare enormi ostacoli normativi europei. E dopo tanto lavoro oggi siamo alla fine». Poi aggiunge un "endorsement" esplicito ad una «produzione di valore che torna ai cittadini». In questo riprendendo pari pari la visione che della questione concessione hanno sempre avuto Bolzano e Trento oltre agli altri soci pubblici sull'asse i quali, già quando era in vista la scadenza della concessione, avevano premuto prima su Delrio ( che dette il via libera) che successivamente sul nuovo governo gialloverde per veder riconosciuta la validità strutturale di una gestione in house .
La cornice di riferimento del tweet è fin dall'inizio tutta dentro la visione che dal ponte Morandi in poi, i pentastellati hanno della questione autostrade: «Abbiamo detto basta agli esorbitanti e ingiustificati profitti regalati ai privati e abbiamo aperto ad una gestione pubblica delle autostrade». Toninelli, in sostanza, vuole giocarsi la trattativa avviata a conclusione per A22 sul più ampio tavolo politico nazionale, proprio mentre c'è ancora incertezza su chi ricostruirà il ponte di Genova crollato.
Ed è anche un segnale alla Lega che, a sua volta, avverte il disagio di vasti strati dell'economia nordestina che temono il blocco grillino delle infrastrutture. Si tratta ora di vedere se la spinta politica insita nel comunicato di Toninelli si tradurrà in una accelerazione nella trattativa con i soci di A22 che a metà mese avranno un cda.
La cornice di riferimento del tweet è fin dall'inizio tutta dentro la visione che dal ponte Morandi in poi, i pentastellati hanno della questione autostrade: «Abbiamo detto basta agli esorbitanti e ingiustificati profitti regalati ai privati e abbiamo aperto ad una gestione pubblica delle autostrade». Toninelli, in sostanza, vuole giocarsi la trattativa avviata a conclusione per A22 sul più ampio tavolo politico nazionale, proprio mentre c'è ancora incertezza su chi ricostruirà il ponte di Genova crollato.
Ed è anche un segnale alla Lega che, a sua volta, avverte il disagio di vasti strati dell'economia nordestina che temono il blocco grillino delle infrastrutture. Si tratta ora di vedere se la spinta politica insita nel comunicato di Toninelli si tradurrà in una accelerazione nella trattativa con i soci di A22 che a metà mese avranno un cda.


