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BOLZANO. Il Cai ha deciso di dare il proprio parere sull’elenco di nomi da allegare alla norma di attuazione sulla toponomastica. È questa la decisione presa ieri sera dopo una serrata seduta del consiglio direttivo del Cai Alto Adige, che si è tenuto nella sede di viale Europa con i presidenti delle sezioni locali. È passata così la linea del presidente provinciale Claudio Sartori, che conferma: «Abbiamo votato a maggioranza».
È finita in minoranza la sezione di Bolzano del Cai, la più importante con i suoi 2.071 soci, che ieri ha ribadito, attraverso il presidente Riccardo Cristofoletti, la propria posizione di tutela del bilinguismo: «Quell’elenco di nomi non lo abbiamo nemmeno guardato. Va rispettato lo statuto, per una questione di sicurezza e di convivenza». No all’elenco è stato espresso nei giorni scorsi anche da Giorgio Gajer, presidente del Soccorso alpino, sempre per motivi di sicurezza in montagna.
Sulla toponomastica quindi il Cai si è spaccato. Questa la decisione riassunta da Sartori: «Abbiamo deciso di trasmettere al senatore Francesco Palermo, presidente della Commissione dei Sei, la lista di nomi che abbiamo valutato. Abbiamo esaminato quell’elenco e presentato una nostra proposta. Non facciamo politica, adesso il lavoro spetta alla commissione paritetica».
E l’appuntamento con la paritetica, convocata da Palermo, è per domani a Roma.
Alla norma di attuazione, che introduce il concetto dell’uso nella toponomastica e non più il bilinguismo previsto dallo Statuto, la Svp intende accludere un primo elenco di toponimi, già definiti nella versione monolingue in tedesco o bilingue.
Il braccio di ferro si è innescato sulla lista. Dall’allegato A dell’accordo Durnwalder-Fitto con 1526 toponimi (il 44% bilingui), si è passati all’allegato B dell’accordo Durnwalder-Delrio, con un ulteriore taglio di nomi in italiano.
Il Cai ha valutato un terzo elenco di nomi, proposto come compromesso da Palermo per arrivare a chiudere la vicenda. E su questo elenco l’associazione alpinistica interviene con il suggerimento di ulteriori modifiche. Sartori ha proposto dunque una votazione, anche se Bolzano contestava il principio del voto in base al quale ogni presidente di sezione contava per uno. Sarebbe stato più opportuno per una decisione così importante, questo il parere della sezione bolzanina, il voto ponderato previsto nella assemblea dei delegati (ogni sezione pesa in base ai soci). Cristofoletti ha presentato ieri sera un documento in cui Bolzano ha motivato la decisione di non esprimersi sull’allegato. Il punto è l’articolo 101 dello statuto: «Le amministrazioni pubbliche devono usare nei riguardi dei cittadini di lingua tedesca anche la toponomastica tedesca, se la legge provinciale ne abbia accertata l’esistenza e l’approvazione». La Provincia fissi per legge la toponomastica tedesca, sostiene il Cai di Bolzano, senza toccare i nomi in italiano.
«Nessun elenco» è diventata anche la posizione di Roberto Bizzo (Pd), che ha annunciato il proprio voto contrario alla norma di attuazione domani nella seduta della Commissione dei Sei. Cristofoletti era arrivato alla riunione forte del parere condiviso dal consiglio direttivo del Cai di Bolzano e «di tantissime persone che ci hanno contattato: una infinità di messaggi di sostegno da parte di nostri soci e di bolzanini che hanno promesso di iscriversi. Ci hanno scritto gli accademici della Crusca e professori di università. Non mi aspettavo una reazione così forte». Il Cai ha deciso per la trattativa. La palla passa ora alla paritetica.
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