BOLZANO. Il Pd non si è spaccato sulla toponomastica. Non ancora. È terminata a sorpresa con una votazione all’unanimità l’assemblea provinciale di ieri sera dedicata alla norma di attuazione sulla toponomastica. L’orientamento è: trattare con la Svp per evitare di accludere alla norma un elenco di topomi. È stato Francesco Palermo, presidente della Commissione dei Sei, a sbloccare la situazione. Palermo si è dichiarato disponibile a mettersi al tavolo con la Svp per discutere ancora. «La soluzione migliore sarebbe approvare la norma di attuazione, che è molto buona, senza alcun allegato di nomi», dichiara Palermo, «Altre possibilità sono accludere solo l’allegato A o limare la lista di compromesso che avevo proposto». A questo punto Roberto Bizzo ha accettato la tregua: «Bene, proviamo a trattare ancora. La norma venga approvata senza liste o con un elenco coerente con i principi della norma stessa».

La giornata era iniziata in modo diverso. Nella maggioranza del Pd c’era la voglia di mandare in minoranza Bizzo e chiudere la discussione. Era stato preparato un documento di piena adesione alla norma di attuazione, con il via libera anche all’allegato elaborato da Palermo, che contiene un ulteriore taglio di almeno 92 nomi italiani. Ma l’assemblea ha preso un andamento diverso. Accanto allo scontato centrodestra, troppe voci si sono alzate nei giorni scorsi in difesa della toponomastica italiana, da Paolo Valente (direttore Caritas) a Toni Serafini (Uil), Verdi, sinistra e soprattutto, Cai e Soccorso alpino. Voci impossibili da etichettare come nazionaliste. Ecco allora che il documento prima della assemblea è stato modificato. È sparito ogni riferimento alla lista dei nomi, resta la difesa di una norma di attuazione considerata un «passaggio storico per la nostra autonomia». A quel punto anche la minoranza ha accettato il documento, letto dalla segretaria Liliana Di Fede e impostato da Christian Tommasini e Carlo Costa. È solo una tregua. Cosa accadrà se la Svp rifiuterà ogni mediazione? La linea della maggioranza è chiara: «La priorità è approvare la norma di attuazione, anche con una lista-compromesso». Bizzo ribadisce: «Non voterò in Commissione dei Sei un elenco inaccettabile». Questa la parte vincolante del documento approvato: «Il Pd dell’Alto Adige si esprime favorevolmente alla proposta di una norma di attuazione che sancisca un accordo condiviso sulla questione della toponomastica, introducendo il principio della condivisione per le questioni che riguardano i rapporti fra i gruppi linguistici (principio della doppia maggioranza) Esprime forte sostegno ad un’azione politica alla ricerca di una soluzione condivisa e invita tutti, a partire dal presidente della Commissione, senatore Francesco Palermo, a proseguire le trattative ed i lavori in tal senso». Bizzo ironizza: «Il Pd rivendica come il non plus ultra le decisioni a doppia maggioranza sulla toponomastica previste dalla norma di attuazione. Ma sono stato io a battermi per strappare questa garanzia per il gruppo italiano. E infatti l’allegato B è ricomparso solo dopo. La Svp vuole approvare adesso la lista dei nomi, perché hanno paura che dopo le forzature saranno difficili». Nel documento del Pd si ipotizza che, in caso di stop della norma, in consiglio provinciale arrivi un disegno di legge meno avanzato.

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