BOLZANO. Quella mattina a Birkenau era scesa la nebbia. Copriva il lager, i suoi cancelli, le torri. «Sembrava che volesse nascondere quello che era accaduto lì – ricorda Alessandro Huber, coordinatore del progetto – e che quindi fosse inutile darsi d’attorno per farlo riemergere». Poi, all’improvviso, la nebbia si è alzata, liberando l’orizzonte dell’orrore, della Shoah, dei morti che ancora possono parlare.

Per chi da anni accompagna i giovani nei luoghi dello sterminio, quell’immagine è diventata una metafora del significato di «Promemoria Auschwitz», il progetto che permette agli studenti di confrontarsi direttamente con la storia della persecuzione nazista. «In un momento storico in cui l’antisemitismo pare rialzare la testa – ha aggiunto ieri Huber durante la presentazione della nuova edizione del viaggio – questo itinerario collettivo, compiuto dai ragazzi delle scuole lassù, acquista un significato ancora maggiore».

L’obiettivo è mantenere viva la memoria della Shoah e contrastare ogni tentativo di banalizzare o distorcere quanto accaduto. In quindici anni, oltre 2.500 ragazzi hanno preso parte all’iniziativa, condividendo un’esperienza che unisce lo studio del passato alla riflessione sul presente. «Hanno studiato il passato, ma rivolgendo poi questa loro esperienza al presente», ha ricordato Sergio Bonagura di Arciragazzi.

La prossima edizione si svolgerà dal 3 all’8 marzo 2027 e coinvolgerà giovani dell’Alto Adige, del Trentino e del Tirolo. Un percorso comune che punta a superare le barriere linguistiche e territoriali, mettendo in relazione ragazzi provenienti da contesti diversi. «È importante che l’itinerario non sia individuale, ma collettivo e che riunisca provenienze regionali e anche euroregionali», ha sottolineato l’assessore regionale Angelo Gennaccaro. Un'esigenza ancora più forte, ha aggiunto, in un momento in cui la guerra è tornata in Europa dopo oltre ottant’anni.

Il viaggio assume un valore particolare anche alla luce del clima internazionale e degli episodi di antisemitismo. Il vicepresidente della Provincia Marco Galateo ha richiamato l’attenzione sulle manifestazioni e sulle dichiarazioni che, negli ultimi mesi, hanno riportato il tema al centro del dibattito pubblico. «In questi ultimi mesi si sono moltiplicati gli episodi di antisemitismo, c’è stato chi ha inneggiato al 7 ottobre nelle nostre piazze, l’Olocausto viene usato, come vocabolo, per coprire fatti dell’oggi rischiando di oscurare quelli di ieri», ha affermato. Per Galateo, il percorso deve servire anche a «riflettere sui danni delle dittature».

Sulla necessità di trasmettere alle nuove generazioni la consapevolezza di quanto accaduto è intervenuto anche Philipp Achammer, che ha richiamato il principio del «mai più» come bussola per i giovani e per la società.

L’iniziativa è organizzata dall’Arbeitsgemeinschaft der Jugenddienste insieme ad Arciragazzi, MeTe e «Fare memoria gemeinsam». Nel corso degli anni, il progetto ha costruito una rete di partecipanti che in alcuni casi sono tornati a prendere parte al viaggio con un ruolo diverso. Huber ha ricordato come diversi ragazzi, dopo la prima esperienza, siano diventati tutor e accompagnatori dei partecipanti più giovani. Un passaggio che testimonia la capacità del progetto di lasciare un segno anche oltre i giorni trascorsi nei luoghi della memoria.

Le iscrizioni sono aperte fino al primo novembre e possono partecipare giovani dai 17 ai 25 anni. Prima della partenza, i candidati saranno coinvolti in colloqui informativi dedicati alla storia della Shoah, al ruolo dei lager nazisti nello sterminio del popolo ebraico e delle altre minoranze perseguitate, comprese le persone con disabilità.

La destinazione sarà Cracovia, da cui i gruppi raggiungeranno Auschwitz e Birkenau. La partenza è prevista da Bolzano: qui si uniranno i partecipanti trentini e, successivamente, quelli provenienti dal Tirolo. Un itinerario condiviso per confrontarsi con una delle pagine più tragiche della storia europea e riflettere sulle responsabilità del presente.

P.CA.