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BOLZANO. L'Unione Europea e il suo ruolo politico, economico e sociale. È questo il tema scelto dai ragazzi del Liceo Scientifico “Torricelli” di via Rovigo per la cogestione di quest'anno. Alunni e professori hanno infatti deciso di dedicare due intere giornate (ieri e oggi) all'approfondimento di diverse tematiche che, nelle ore di lezione convenzionali, solitamente non vengono trattate.
L'organizzazione della due giorni è stata curata interamente dagli alunni che si sono divisi i compiti, in modo da occupare le dodici ore messe a loro disposizione dal corpo docenti.
«L'idea della cogestione è nata l'anno scorso – spiega Debora Lamcja, rappresentante d'istituto – e in quel caso abbiamo affrontato il tema del Sudtirolo. Il progetto è piaciuto a tutti e per questo abbiamo deciso di replicare».
I rappresentanti d'istituto hanno pensato di organizzare alcuni corsi tenuti, non solo dai loro compagni, ma anche da professori, docenti universitari e professionisti di diversi ambiti: «Oggi, per esempio, abbiamo avuto come ospite un dentista che ha lavorato in Madagascar – prosegue Lamcja – mentre un docente della Lub terrà una conferenza sulla denarocrazia”.
La scelta di affrontare, come argomento principale, l'Unione Europe non è casuale: «Si tratta di un tema attuale – spiega Alice Ravagnani, anche lei rappresentante – ma c'è di più. Il prossimo anno vorremmo partecipare ad un progetto che comprende un viaggio/studio a Bruxelles per gli alunni delle scuole che fanno richiesta. Ovviamente è necessaria una minima conoscenza di quello che è il funzionamento dell'Unione Europea. Quindi, probabilmente, approfondiremo il tema anche l'anno prossimo. Poi ovviamente siamo in un liceo scientifico, quindi abbiamo anche lezioni con un tema diverso».
I corsi tenuti dagli alunni, infatti, sono moltissimi e anche diversi tra di loro: da geopolitica a fotografia arrivando fino al cinema, senza dimenticare materie scientifiche, come nel caso dell'approfondimento di fisica, tutti i ragazzi della scuola possono trovare qualcosa di interessante da seguire in queste due giornate. «Devo dire che è bello tenere un corso – spiega Simone Amadori, che frequenta l'ultimo anno – io affronto il tema della libertà di espressione e per farlo sono partito dalla sua negazione: la censura. Vedo che i ragazzi mi seguono, li ho divisi in gruppi e affrontiamo l'argomento in maniera interattiva».
I professori, intanto, osservano e lasciano che siano gli alunni a fare tutto: «Per noi è stato un lavoraccio – conclude Ravagnani – non è facile organizzare tutto, ma devo dire che ognuno ci ha messo impegno e anche oggi, in aula magna, tutti ci hanno ascoltate: devo dire che ne sono stata felicemente sorpresa». (f.s.)


