BOLZANO. Mancano solo quindici giorni. Poi, almeno in teoria, ossia in base alla legge provinciale, la quasi totalità delle sale giochi altoatesine sarà costretta a chiudere baracca e burattini. E forse lo saranno anche le sale scommesse, i tabacchini eccetera. E allora rimarranno solo i totem (il)legali, che nei bar bolzanini hanno sostituito le slot. Con ricadute pesantissime, come fanno notare sia i noleggiatori di macchinette della Sapar sia il Pd altoatesino, entrambi fermamente schierati contro il proibizionismo e a favore del gioco d’azzardo legalizzato, sotto il controllo, anche erariale, dei Monopoli di Stato. Mentre la Provincia non sa che pesci pigliare al riguardo, a risolvere la questione totem ora pensa il governo. Proprio stamane in Senato comincerà la discussione in aula della legge di stabilità 2016, accolta nei giorni scorsi dalla commissione bilancio. Legge che, fra le sue pieghe, porta un emendamento anti-totem già approvato all’unanimità in commissione: tremila euro di sanzione ai gestori dei locali pubblici in cui siano installati i totem utilizzati per giocare.

Servirà? Non servirà? Troppo pochi tremila euro? Chi vivrà vedrà, ma se si pensa che i piccoli bar campano con entrate nette mensili, per il titolare, anche di soli 1.500 euro, una sanzione pari al doppio dello stipendio mensile forse riuscirà a fungere da deterrente.

Per ora, non sono previste sanzioni per i giocatori, ma non è escluso ne arrivino in futuro. Lo Stato, ovviamente, oltre a lottare contro la ludopatia, così sta anche tutelando i propri interessi. Economici. L’emendamento, infatti, riguarda totem e slot non collegate alla rete informatica dei Monopoli e quindi, soprattutto, invisibili all’Erario.

Il governo ha dunque deciso di inasprire le sanzioni per totem e apparecchi scollegati alla rete erariale. Lo ha fatto, come detto, nell’emendamento che riscrive completamente le norme sui giochi, presentato in sede di Stabilità. La sanzione passa così da 1.500 a 3.000 euro per gli apparecchi non allacciati alla rete. La misura, come scrive il ministro all’Economia Padoan, “è volta a rafforzare l’azione deterrente verso l’esercizio di gioco con vincite in denaro non collegato alla rete di raccolta statale.”

Il proibizionismo sul gioco legale, chiarisce Alessandro Huber del Pd altoatesino, «in Alto Adige è iniziato già qualche anno fa, quando sono state rimosse le slot dai bar, scelta che ha portato a riempire i locali pubblici di totem incontrollati per il gioco online, dando così nuova linfa a chi agisce nell’ombra e al di fuori delle regole, non tutelando affatto minori e malati di gioco. Da recenti inchieste del periodico l'Espresso è emerso come quasi la totalità dei siti di gioco online siano gestiti dalla criminalità organizzata».

Anche il presidente regionale di Sapar, Giancarlo Alberini, ribadisce le sue preoccupazioni «per il dilagare in Alto Adige di fenomeni e apparecchi che si collocano al di fuori del quadro normativo e non utilizzati dai regolari operatori del settore del gaming, il tutto fuori da ogni controllo, visto che tali apparecchiature non sono collegate alle reti telematiche statali». Tutto questo, conclude, «non ha nulla a che vedere con il gioco legale e con gli operatori economici che noi rappresentiamo, che agiscono invece nella piena legalità e nel rispetto di tutti, versando ingenti somme nelle casse pubbliche. Tutto questo esula dalla nostra professionalità e resta il nostro fermo impegno per contrastare queste realtà».

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