MERANO. L'aria di scissione che si respira nei corridoi della politica romana all'interno del Partito democratico potrebbero avere delle ripercussioni anche a livello locale. Merano è infatti l'unica realtà altoatesina dove il Pd con l'esito delle elezioni comunali del 2015 ha di fatto "scaricato" l'anima più di sinistra del partito affidandosi alle cure di Diego Zanella, assessore della giunta Rösch, e di Paolo Micheli, segretario. Due personaggi dei quali tutto si può dire tranne che appartengano alla sinistra politica. Ma Merano vive un'altra particolarità, ovvero quella legata alla Civica di Giorgio Balzarini e Andrea Casolari, lista fondata ormai quasi dieci anni fa dopo che il Pd locale e il gruppo dell'allora vicesindaco Diego Cavagna avevano scelto percorsi alternativi. Una divisione che però in questi anni non ha impedito un dialogo, forse non a livello meranese, ma provinciale e regionale sicuramente sì.

Con un Pd che a livello nazionale sta per scaricare l'ala sinistra, ecco che la Civica per Merano potrebbe ritornare in gioco. Forse non, almeno inizialmente a livello meranese, ma certamente sullo scacchiere politico provinciale. Non va infatti dimenticato che il 2018 sarà un anno elettorale importante: in primavera, se il governo Gentiloni reggerà, ci saranno le politiche per rieleggere Camera e Senato, in autunno le provinciali. Una Civica all'opposizione a Merano nel 2018 vorrebbe dire tenere fuori dai giochi i 1.858 elettori (terzo partito in ordine di consensi ottenuti dietro Svp e Verdi), che alle comunali del 2015 votarono il simbolo di Giorgio Balzarini (il Pd si fermò a 950 voti), contribuendo così tra un anno ulteriormente ad allontanare la stanza dei bottoni della giunta provinciale dalla realtà meranese. «Posso confermare - spiega Andrea Casolari, segretario della Civica meranese - che con il Pd abbiamo riallacciato i rapporti dai tempi della campagna referendaria. E i risultati si sono visti, con il sì vincitore a Merano e in provincia. Il risultato nazionale poi, lo sappiamo, è stato un altro. Di qui a dire che la Civica entra nel Pd però, me lo lasci dire, ce ne passa». Il percorso avviato guarda a Merano o all'intero Alto Adige? «Guarda al panorama che avremo nel 2018, anno nel quale ci saranno due appuntamenti elettorali molto importanti, politiche nazionali e provinciali. Fino a oggi della situazione di Merano, sinceramente non abbiamo mai parlato». Merano però potrebbe essere una conseguenza del ragionamento fatto a livello provinciale? «Non ci abbiamo pensato e non credo si possa prefigurare nulla di automatico. Noi attendiamo dei segnali chiari dal Pd, un cambiamento verso una maggiore apertura e credo che il percorso di avvicinamento sia fattibile», ancora Casolari. Riportare sotto lo stesso simbolo Civica e il Pd di Tommasini e Zanella, potrebbe creare, in un secondo momento ripercussioni anche sugli assetti che tengono in piedi la giunta del sindaco Paul Rösch. Casolari dice che di questo tema non se ne è parlato, però i numeri che ne uscirebbero sono tutt'altro che di secondo piano. La giunta Rösch oggi si regge sui voti dei Verdi (7 consiglieri), su quelli della Svp (8), del Pd (2) ma anche sui quattro voti garantiti da Alleanza per Merano, un totale di 21 voti su 36 consiglieri presenti in consiglio. Se Pd e Civica si unissero assieme si potrebbero aprire due nuovi scenari per la conclusione della consiliatura targata Rösch. Da una parte una coalizione di maggioranza a 26, inattaccabile e inespugnabile dalle opposizioni ridotte a soli dieci voti su 36. Dall'altra un ricambio di maggioranza: da un quadri a un tripartito, fuori Alleanza per Merano e dentro un Pd con 7 voti, gli stessi su cui oggi possono contare i Verdi, il più classico dei centrosinistra in salta sudtirolese.