SAN MARTINO IN BADIA. Alla caccia delle tradizioni “a rischio”. Una caccia incruenta, anzi a fine benefico, di salvataggio, in sostanza il contrario della caccia vera... Questo per presentare il progetto che riguarda dieci video su tradizioni e usi della Val Gardena che corrono il pericolo di essere dimenticati e che sono stati realizzati, su incarico del Museum ladin Ciastel de Tor di San Martino, nell'ambito del progetto transfrontaliero “E.CH.I. - Etnografie italo-svizzere”. I video verranno presentati al museo nella giornata di domani, lunedì di Pasqua, alle ore 15 e con i video saranno presentati anche gli altri risultati della ricerca condotta dal museo per il progetto E.CH.I.

Finalizzato a documentare i beni culturali immateriali (beni “viventi" come tradizioni orali, lingue, arti performative, pratiche sociali, eventi festivi e rituali e saperi tecnici) dell'area alpina transfrontaliera, il progetto coinvolge i cantoni svizzeri Vallese, Ticino e Grigioni e per l'Italia le regioni Lombardia, Valle d'Aosta, Piemonte e l’Alto Adige con il Museum Ladin appunto.

Oltre ai video, come detto, saranno presentati anche gli altri risultati della ricerca in Val Gardena, coordinata dall'etnologo e antropologo ladino Emanuel Valentin. Muovendosi sul campo, Valentin ha documentato usi e tradizioni della Gardena a rischio di scomparsa tramite riprese, registrazioni audio, testi, schede. I video e le altre informazioni saranno visionabili in una stazione multimediale in cinque lingue (ladino, italiano, tedesco, inglese e francese) installata al museo. Inoltre tutti i risultati della ricerca a breve verranno resi accessibili in internet sulla piattaforma www.intangiblesearch.eu.

Si tratta del più ampio studio sui beni culturali immateriali finora pubblicato a livello nazionale sul web.

Ai beni culturali immateriali della Val Gardena appartengono anche l'arte dell'intaglio e la tradizione della costruzione di altari lignei. Per questo, sempre il 1° aprile dalle ore 15 il Museum ladin presenterà anche un altare ligneo realizzato nel 1899 da Ferdinand Stufflesser da Petlin. Originariamente l'altare si trovava nella cappella dell'ex collegio dei Gesuiti Antonianum, a Padova. Nel 2009, dopo la sconsacrazione della chiesa, l'opera ha fatto ritorno in Val Gardena e il Museum ladin l'ha acquistata dalla ditta Stufflesser che ne era in possesso. L'altare è alto 4 e largo 2,4 metri. Insieme a esso, si potrà ammirare anche un disegno originale della fine del XIX secolo dal catalogo promozionale della ditta Ferdinand Stufflesser 1875 OHG.

L’evento sarà accompagnato dal gruppo di canto femminile De Cater.(adp)

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