BOLZANO. Per la tragedia del Renon avvenuta il 4 gennaio 2019 lungo la pista nera «Schwarzsee 2» , la compagnia di assicurazione Allianz Austria è disposta a mettere mano al portafogli per indurre le nuove parti civili a ritirarsi dal processo. E’ emerso alla ripresa del processo in sede preliminare davanti alla giudice Elsa Vesco. Dovrà essere deciso l’eventuale rinvio a giudizio, per concorso in omicidio colposo plurimo, di Siegfried Wolfsgruber , responsabile della società che gestisce il comprensorio sciistico del Corno del Renon.

Come si ricorderà l’incidente costò la vita alla piccola Emily di 8 anni e alla madre Renata Dyakowska di 38 anni che affrontarono il tracciato con uno slittino, poi uscito di pista nella parte conclusiva andando a schiantarsi a forte velocità contro un albero. Per diverso tempo l’indagine che coinvolse ovviamente anche la madre Renata (deceduta in un secondo tempo) cercò di verificare le condizioni di sicurezza della pista (che presentava pendenze del 44 per cento) e la regolarità della cartellonistica di avviso all’utenza riguardo il divieto di affrontare quella pista con lo slittino. Ieri la giudice Vesco ha disposto un nuovo rinvio dell’udienza al prossimo 2 marzo ma l’assicurazione austriaca ha però presentato un’offerta reale complessiva di 250 mila euro a titolo di risarcimento per cinque nuove parti civili e cioè la madre della giovane donna deceduta, tre sue sorelle e un fratellastro della piccola Emily.

Tutti famigliari che hanno sempre vissuto in Polonia, sostanzialmente senza un vincolo familiare ristretto con Renata Dyakowska. I cinque famigliari che hanno deciso di entrare nel procedimento penale come parte lesa avevano quantificato un danno pari a 300 mila euro a testa. Una valutazione economica completamente sganciata dai parametri delle cosiddette tabelle di Milano, utilizzate anche dal tribunale di Bolzano. E questo anche in considerazione del fatto che l’indagato Siegfried Wolfsgruber è indagato in concorso per omicidio colposo e non può dunque essere considerato responsabile unico della tragedia.

La proposta economica della compagnia Allianz Austria è stata illustrata in aula dall’avvocato difensore Paride D’Abbiero. L’offerta prevede però l’impegno per le cinque nuove parti civili di ritirarsi dal processo e di impegnarsi a non attivare, dopo il processo penale, alcun procedimento in sede civile. In sostanza a fronte di un ulteriori esborso di 250 mila euro (dopo i risarcimenti già liquidati al marito della giovane donna morta e al fratello di Emily) l’assicurazione intende ottenere la garanzia della chiusura definitiva di un fronte del contenzioso. In attesa di una scelta dei parenti la giudice Vesco ha così concesso un nuovo rinvio.