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BOLZANO. Dal processo penale a carico di Hafid El Maharzi per la tragedia di via Rovigo, escono tre responsabili civili che erano stati citati per tentare di accelerare i tempi dei risarcimenti economici. Lo ha stabilito il giudice Walter Pelino che ha così accolto un’istanza depositata dall’avvocato Christian Dorigatti (dello studio legale Cd & P). L’eccezione è stata considerata fondata in quanto il codice di procedura penale (all’articolo 87) prevede espressamente l’esclusione dei responsabili civili in caso di rito abbreviato, seppur condizionato qual è quello che vede il giovane automobilista marocchino accusato di omicidio volontario per l’investimento mortale del dicembre dello scorso anno del pensionato Guglielmo Andriolo. La ratio della disposizione del codice è chiara: in primo luogo evitare di andare ad appesantire un processo incardinato su una procedura abbreviata, in secondo luogo evitare di chiamare in giudizio delle parti che in un processo con rito abbreviato non avrebbero la facoltà di potersi difendere a dovere. E così la decisione di ieri del giudice Walter Pelino comporta l’esclusione immediata della compagnia di assicurazione «Vittoria» e dei due fratelli dell’imputato (Fatima e Mohammed) che erano stati citati in quanto presunti proprietari del suv investitore. La problematica del risarcimento dei danni è dunque uscita in via definitiva dal processo penale e se ne riparlerà eventualmente in sede civile sempre che non si arrivi, prima di eventuali altre iniziative legali, ad un accordo extragiudiziale tra le parti. A conclusione dell’udienza di ieri, sono subito iniziate con un sopralluogo in via Rovigo, le operazioni peritali che il giudice ha affidato al dottor Antonio Pietrini dell’omonimo studio tecnico con sede in via Piave a Merano. Il sopralluogo di ieri è avvenuto alla presenza anche dei consulenti di parte. Uno dei principali quesiti peritali affidati dal giudice al dottor Pietrini riguarda la velocità del Suv investitore. Secondo l’accusa l’imputato, che era alla guida completamente ubriaco, avrebbe avuto un condotta tale (per sfuggire ad un controllo dei vigili urbani) da mettere in preventivo anche la possibilità di provocare una tragedia, decidendo di correre il rischio. Per questo Hafid El Maharzi è accusato di omicidio volontario. Intanto in carcere l’imputato avrebbe evidenziato una grave depressione. L’avvocato difensore Nettis ha affidato al dottor Michele Piccolin di valutare le condizioni psicologi che di El Maharzi che potrebbero anche risultare incompatibili con un regime carcerario. Con possibile istanza di scarcerazione.
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