BOLZANO. I familiari di Guglielmo Andriolo, il pensionato bolzanino travolto e ucciso il 2 dicembre 2011 in via Rovigo dal Suv guidato da Hafid El Maharzi (messosi alla guida completamente ubriaco), non hanno ancora visto un euro di risarcimento. E questo sebbene in appello siano stati previsti 700 mila euro per i parenti della vittima.

Bisognerà attendere, probabilmente, il verdetto della Cassazione. Con ogni probabilità se, all’epoca dei fatti, fosse già stato introdotto il reato di omicidio stradale - che il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri ha assicurato di voler prevedere entro la fine di gennaio - questa somma sarebbe già stata pagata. Non solo: al guidatore sarebbe già stato inflitto il cosiddetto “ergastolo della patente”, ovvero il divieto assoluto di guidare nei casi più gravi.

L’avvocato Marco Mayr, che assiste la famiglia Andriolo, sottolinea come, nel caso di via Rovigo, «si vada oltre la fattispecie dell’omicidio stradale, in quanto si è trattato di un omicidio doloso. Il guidatore non aveva un motivo per andare forte, ma un movente. Voleva sfuggire ai vigili urbani e mettere la sicuro vettura e patente». Premesso questo «l’ergastolo della patente e il risarcimento ai familiari in tempi rapidi sono sicuramente gli aspetti più interessanti della nuova fattispecie ipotizzata dal Ministro».

Anche il comandante della polizia stradale Giancarlo Conte ritiene che la scelta della Cancellieri sia «ben ponderata e diretta a colpire condotte di guida pericolose. In particolare chi si mette al volante ubriaco o sotto l’effetto di droghe. Con la previsione dell’omicidio stradale si intende anche accelerare l’iter processuale a beneficio dei familiari delle vittime». La Cancellieri si è sbilanciata in tal senso il primo giorno dell'anno, a poche ore dall'incidente causato da un pirata della strada con due donne morte in Calabria. A metà novembre anche il ministro dell’Interno Alfano aveva annunciato la nascita di un gruppo di lavoro sul reato di omicidio stradale, insieme al ministero dei Trasporti.

E poco dopo anche il sottosegretario alle Infrastrutture, Erasmo De Angelis, aveva sottolineato che il nuovo Codice della strada, all'esame del Parlamento, avrebbe previsto maggiore tutela degli utenti vulnerabili come pedoni e ciclisti e sanzioni molto più dure, con l'introduzione dell'omicidio stradale. Del resto, di fronte a certe cifre, è davvero impossibile non fare nulla. Nei primi undici mesi del 2013 - come riporta l'Asaps, l'Associazione sostenitori della Polizia stradale, sul proprio sito - sono stati rilevati 902 episodi gravi di pirateria con 105 morti e 1.089 persone ferite. L’introduzione dell’omicidio stradale sembra un passo nella giusta direzione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA