BOLZANO. Riparte la trattativa finanziaria con il governo. I presidenti provinciali Arno Kompatscher e Ugo Rossi sono tornati ieri a Roma, insieme ai tecnici, per un vertice ai massimi livelli. Alla riunione a Palazzo Chigi è arrivato anche il ministro delle Finanze Pier Carlo Padoan, con i sottosegretari Graziano Delrio e Gianclaudio Bressa e il capo di gabinetto Roberto Garofali. Clima migliore rispetto a giovedì scorso, quando Kompatscher e Rossi uscirono dalla riunione con Bressa e Garofali protestando per la «proposta irricevibile». Ieri Padoan ha esposto una nuova ipotesi, «che dovremo valutare», anticipa Kompatscher. La proposta poggerebbe su tre cardini: equità del contributo chiesto a Bolzano e Trento, certezza sui trasferimenti futuri, ridefinizione del patto di stabilità. Ma il clima è quello che è, con la riunione convocata nel giorno in cui c’è la conferma dell’Italia in recessione e i senatori locali sono impegnati a sventare nuovi blitz contro le autonomie nella riforma costituzionale. Gli ultimi colpi a sorpresa di Calderoli risalgono a martedì sera, quando Kompatscher ha chiamato il premier Matteo Renzi chiedendogli di intervenire. Oggi sarà di nuovo una giornata calda.
La trattativa. Scartato dallo Stato il criterio del residuo fiscale sponsorizzato da Bolzano e Trento, è ripartita ieri la trattativa per definire il contributo finanziario delle due Province al risanamento dei conti pubblici. Restano in sospeso i ricorsi contro le manovre finanziarie che pesano, sostengono le Province, per sei miliardi di euro e che il governo la scorsa settimana ha chiesto di ritirare in cambio di manovre meno pesanti fino al 2017 (la proposta irricevibile). In un clima meno teso, riferisce Kompatscher, ieri si è discusso «del metodo da seguire e dei sistemi per giungere a una proposta in grado di garantire all'autonomia stabilità, anche giuridica, e la possibilità di programmare per il futuro in relazione alle risorse disponibili. Non si è parlato di cifre. Le possibilità discusse saranno oggetto di valutazione e approfondimenti interni nei prossimi giorni, prima che le parti si rivedano. Una volta concordato su metodo e sistema di lavoro, si arriverà ad affrontare le cifre relative al futuro finanziamento dell'autonomia. Insomma, c’è da lavorare». Rossi conferma che il tavolo più «politico» con Padoan, Delrio e Bressa apre qualche spiraglio: «Il governo si impegna per una proposta equa e duratura. Questa apertura va riempita di contenuti entro fine agosto».
Speciali nel mirino. In Senato le votazioni sulla riforma costituzionale hanno accelerato i tempi. Martedì picco di tensione tra i senatori delle autonomie speciali. Doppio fronte aperto, con il co-relatore Roberto Calderoli (Lega) e con il ministro Boschi. Quest’ultima avrebbe minacciato di depennare la clausola di salvaguardia per le autonomie speciali, che prevede l’intesa con le Province nelle eventuali modifiche allo Statuto. Trattative serrate e allarme, pare rientrato. Ritirato e trasformato in ordine del giorno anche l’emendamento Calderoli in base al quale le autonomie speciali avrebbero dovuto attenersi ai costi standard come le regioni ordinarie. «Sarebbe stato devastante», commentano i senatori Zeller e Fravezzi. Mobilitati i presidenti Kompatscher,Rossi e Serracchiani (Friuli), contatti con Renzi e Boschi, e rassicurazioni. (fr.g.)
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