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BOLZANO. Quel casco di capelli ricci, e lo sguardo indomito di chi affronta la vita fino in fondo, senza paura. Sono passati tre anni da quando Daniele “Lele” Pirilli si è spento a soli 28 anni, ucciso dalla fibrosi cistica. Oggi gli amici di sempre, il papà Sarino, la mamma Annamaria e il fratello Alex, si ritroveranno alle 16 ai Campi Resia per ricordarlo giocando una partita di calcio, onorando così la maglia numero 10 dell’Excelsior, la squadra in cui Lele ha militato- come un leone - fino all’ultimo.
Un’occasione anche per tenere i fari puntati sulla ricerca e una malattia, che ancora oggi non conosce pietà.
«Lele oggi sarà con noi in campo - dice papà Sarino, con la voce rotta di chi ogni giorno fa i conti con un dolore troppo grande -. Sono passati già tre anni, ma lui è sempre qui con noi. Ci guarda da lassù, ci sta accanto... Sentiremo la sua presenza. E’ sempre il solito Lele, con il suo carattere combattivo e spavaldo...». Una forza che lo portava a prendere la vita di petto. Era perfettamente cosciente di quello che lo aspettava, ma non ha mai mollato, dedicandosi con passione alle cose che per lui contavano: lo sport, il lavoro, l’attaccamento alla famiglia. E la «sua» squadra: l’Exclesior. Il team dell’associazione La Strada che non esclude nessuno e fa giocare tutti.
«La “Partita di Lele” è sempre molto sentita dalla squadra - spiega Massimo Antonino dell’associazione La Strada -. Il grande insegnamento lasciato da Lele è stato questo: mettercela tutta fino all'ultimo istante, senza risparmiarsi. Lui riusciva a farlo nonostante le gravi difficoltà respiratorie causate dalla sua malattia. Entrare in campo per lui non significava semplicemente giocare una partita, ma era il modo per rimanere aggrappato alla vita e fare uno sberleffo alla morte. L'unico modo per onorare la sua memoria è quello di impegnarsi al massimo, come faceva lui e poi... vada come vada».
E di impegno, proprio nel nome di Lele, i suoi compagni ne stanno mettendo moltissimo. Dopo anni di “sconfitte” continue, quest’anno l’Excelsior si è concessa delle belle soddisfazioni nel suo girone di terza categoria (0-2 con il Vipiteno, 0-3 con il Colle Isarco, 1-4 con il Fortezza, 1-3 con l'Atletico e il colpaccio sfiorato con il Laghetti: 3-4, con il gol del pareggio fallito all'ultimo secondo di gioco). «Seguiamo il suo esempio - sottolinea ancora Antonino -: non mollare mai».
Oggi i compagni di Lele scenderanno in campo per raggiungere il miglior risultato possibile, consapevoli di essere in “superiorità numerica” «in quanto Lele sarà il dodicesimo in campo, il nostro numero 10, sempre con noi».
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