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BOLZANO. Se ne mormorava da mesi. I ben informati, nel rione, già lo sapevano da tempo. E allora si erano tentate rimostranze, ma non è servito a un bel nulla. Con l’entrata in vigore dell’orario estivo, la Sasa di fatto sopprimerà la linea urbana 16, che serve il rione di Casanova. Ci si è indignati sulle colonne dell’Alto Adige, poi si è presentata una interrogazione in consiglio comunale. Ma, nel timore che non fosse abbastanza, negli ultimi giorni a Casanova si è avviata pure una raccolta di firme per chiedere alla Sasa di innestare la marcia indietro. La sottoscrizione, che ha raggiunto le trecento firme, è stata consegnata nella giornata di ieri all'Ufficio Mobilità del Comune di Bolzano ed è anche stata spedita via e-mail alla Sasa, all’ufficio mobilità della Provincia Autonoma di Bolzano e all'ufficio Urp del Comune.
«Abitiamo da oltre 5 o 6 anni nel quartiere Casanova», scrivono i residenti firmatari.
«Lavoriamo in centro e nelle zone limitrofe, abbiamo i figli che vanno a scuola e siamo utenti dei mezzi Sasa da molti anni». Li usano per andare al lavoro, a scuola e anche per gli spostamenti personali. Inizialmente, prosegue il testo della petizione, da Casanova partiva il bus numero 3, «che era immancabilmente stracolmo, specialmente negli orari del mattino concomitanti con le scuole e ancora di più negli orari di mezzogiorno». Tante volte - si racconta oltre - «le persone a metà percorso non riuscivano nemmeno a scendere alle loro fermate». Poi, finalmente, è stata istituita un’ulteriore linea che partiva dal quartiere». Ossia il numero 16. «Con molto sollievo e gioia le persone e anche tanti studenti avevano potuto usufruire anche di questo bus, e così il 3 era stato un poco alleggerito». Comunque, sia il 3 che il 16, «partivano e partono tutt’ora sempre pieni e spesso già dalle prime due fermate del Casanova, così come abbiamo visto negli altri orari mattutini e pomeridiani è comunque molto utilizzato anche il bus numero 16».
Sentendo insistenti voci che si vorrebbe togliere la linea numero 16, i residenti scrivono a Comune Provincia e Sasa, «per dare testimonianza della necessità e utilità di questa ulteriore linea, come tante persone che come noi si recano al lavoro, a scuola o in uffici con i mezzi pubblici e chiediamo che resti come attualmente». Inoltre, conclude il testo della petizione firmata da centinaia di residenti, «bisogna tenere conto che nel nostro quartiere fra poco sarà pronto un altro edificio (il Lotto C, ndr) con decine e decine di appartamenti e centinaia di persone in più, che verranno ad abitare e utilizzeranno il bus». Quindi, si termina senza necessità di tanti giri di parole o di tante altre spiegazioni, «l’utenza è destinata a crescere di molto». Ne vorranno tenere conto, Comune e Seab?
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