BRESSANONE. «Non siamo ancora in grado di avanzare ipotesi tecnicamente concrete sulle possibili responsabilità colpose per il deragliamento del treno merci alla stazione di Bressanone, ma non lasceremo nulla di intentato». Poche parole da parte del procuratore aggiunto Markus Mayr per far capire che la Procura sta lavorando. Il magistrato è stato di parola. Saranno uno o due consulenti a fornire le risposte sulla base delle quali verranno decise le prossime tappe dell’inchiesta. Per il momento non vi sono indagati ma è probabile che si tratti solo di questione di giorni.

Ieri il procuratore ha affidato l’incarico ad un super esperto del Politecnico di Milano. E’ probabile che lunedì decida di affiancargli un altro professionista super specializzato. Saranno dunque due i consulenti attesi a palazzo di giustizia di Bolzano nella mattinata di giovedì per un primo conferimento ufficiale della perizia. Già nel pomeriggio i due consulenti saranno al lavoro a Bressanone dove si trovano le parti del treno messe sotto sequestro.

Il primo quesito tecnico da risolvere è capire se l’asse del terzo vagone abbia ceduto per un guasto meccanico probabilmente provocato dall’usura) oppure se sia stato gravemente danneggiato a seguito degli effetti del deragliamento che potrebbe aver avuto cause autonome. Al momento - ha puntualizzato anche ieri il procuratore Mayr - non si esclude nessuna ipotesi, neppure quella dell’errore di guida da parte dei macchinisti. L’ipotesi più accreditata, però, fa riferimento a problemi di natura meccanica.

I due super periti del Politecnico di Milano analizzeranno anche la scatola nera recuperata dal locomotore del convoglio ma dovranno essere controllati tutti i documenti e gli elementi tecnici del treno. Anche e soprattutto sul peso del materiale ferroso trasportato. Al magistrato è già stato fatto presente che l’incidente potrebbe essere stato provocato dalle conseguenze del trasporto di un carico superiore al consentito con conseguenze sul sistema frenante e surriscaldamento degli stessi binari.

Un rischio che a livello tecnico le ferrovie conoscono perfettamente. In caso di surriscaldamento delle ruote in ferro dei carri merci le temperature raggiunte possono essere talmente elevate che per evitare possibili ripercussioni proprio in materia di sicurezza i sistemi di allarme solitamente intervengono facendo scattare il semaforo rosso, bloccando così il convoglio. L’esempio fornito ieri dal procuratore lascia intendere che la valutazione tecnica di quanto avvenuto potrebbe riservare notevoli sorprese.

Sarà poi necessario verificare se il treno carico di materiale ferroso fosse in regola con tutti i carri sotto il profilo delle revisioni tecniche previste periodicamente. Sotto questo profilo sono possibili notevoli sorprese anche per le officine solitamente utilizzate per l’effettuazioni delle verifiche. A rischiare di finire nei guai sono in molti anche perchè la Procura è intenzionata a capire chi possa aver sbagliato e perchè sia successo. Per un fatto di sicurezza generale.

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