EGNA. Trenta quintali di arance: è questa, una delle recenti "conquiste" di Mariangela Poles, presidente dell'Assistenza tumori Alto Adige a favore dell’associazione e ce lo spiega lei stessa. «Tempo fa - dice - al distributore di carburante di Egna si è fermato il camioncino di un commerciante siciliano di arance. Fra una chiacchiera e l'altra con l'ex maresciallo Giuseppe Civetta, uno dei primi soci della nostra associazione tumori, è venuto a conoscenza dell'attività. Subito si è dichiarato disponibile a regalare arance e così ha fatto, portandone 30 quintali dalla Sicilia senza chiederci niente. Noi le abbiamo messe in vendita durante il periodo di Natale per raccogliere fondi, in particolare a Termeno, dove c'è una sezione tumori molto attiva e il commerciante siciliano ci ha garantito che farà altrettanto anche in futuro». Mariangela Poles, che il prossimo 27 aprile compirà 80 anni è un dei personaggi più conosciuti in tutta la Bassa Atesina proprio per l'impegno a favore delle persone colpite da tumore, una brutta esperienza che lei stessa ha passato quando aveva 44 anni. Ne è quindi uscita benissimo, ma da allora il suo scopo è stato quello di aiutare chi si trova a dover affrontare un percorso così drammatico. «Se guardo indietro - dice oggi Mariangela Poles - mi sembra sempre di avere fatto troppo poco rispetto ai tanti drammi umani che ho conosciuto. Però queste esperienze di dolore mi hanno anche dato la forza di andare avanti. Se ho un rimpianto è quello di non avere seguito al meglio i miei 5 figli, che oggi sono grandi e certamente capiscono. Ho sempre detto che l'associazione tumori per me era come un "sesto figlio" da seguire e far crescere. Tornassi indietro rifarei tutto». Dal 1981, quando venne fondata l'Assistenza tumori Alto Adige è cresciuta e si è ramificata in provincia. Oggi è una realtà alla quale fanno riferimento tante persone colpite dal tumore per ricevere un aiuto prezioso o ascolto. Instancabile oggi come all'inizio, Mariangela continua a produrre iniziative e a coinvolgere tante persone, in buona parte donne, trasmettendo loro lo spirito di solidarietà e l'more verso chi, più sfortunato, si trova a dover affrontare una terribile malattia, quella che lei stessa ha affrontato e vinto tanti anni fa.

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