Bolzano. Al centro Trevi arriva la nuova gestione, basata sulla presenza mista di dipendenti provinciali e di cooperativa. Il bando di gara per i servizi di gestione del Trevi e della mediateca di merano è stato affidato nei giorni scorsi. il nuovo incarico inizierà allo scadere dei 35 giorni previsti. Ha vinto la Società cooperativa Culture di Mestre (Venezia). Si tratta di una conferma, perché la coop veneziana è già impegnata al Trevi. Ciò che cambia è l’importo della gara, molto inferiore, perché la Provincia ha deciso di ridurre le ore messe a gara, grazie a una più consistente presenza di personale provinciale all’interno del Trevi. La decisione provocò la scorsa estate la protesta da parte dei sindacati, che difendevano gli addetti impegnati da anni nella struttura di via Cappuccini, che è di fatto il polo della cultura italiana provinciale. La gara vinta da Coopculture prevede un importo di 182.650 euro all’anno contro i 398 mila euro della gestione precedente. L’importo complessivo per tre anni è di 663.785 euro.

L’assessore Giuliano Vettorato rivendica la riorganizzazione: «Il Trevi prolungherà il proprio orario. Attualmente chiude alle 18.30, da gennaio si passerà alle ore 20, in modo da permettere alle numerose associazioni che ne richiedono l’utilizzo soprattutto in questa fascia oraria di farlo senza i costi di apertura straordinaria». È previsto un responsabile tecnico senza costi a carico dei fruitori dello spazio. Il Trevi potrà essere utilizzato la domenica e nei festivi con una tariffa fissa per i servizi tecnici (40 euro all’ora) e l’apertura della struttura (23 euro all’ora). La riorganizzazione del lavoro tra dipendenti provinciali e cooperativa viene spiegata così da Vettorato: «Si sono conclusi alcuni cicli di attività, come “Il cerchio nell’arte”, che necessitavano di servizi ausiliari. Anche all’interno degli uffici che gestiscono i servizi al Trevi sono stati effettuati dei processi di riorganizzazione che hanno permesso di liberare risorse umane, che alterneranno il proprio impiego tra ufficio e Trevi. Questo mix di fattori ha permesso di ridurre considerevolmente le ore/servizi da appaltare all’esterno, senza ridurre la funzionalità del centro, anzi adattandola ai nuovi bisogni. Non abbiamo abbandonato la tradizione degli approfondimenti culturali. Concluso “Il cerchio nell’arte” abbiamo inaugurato il nuovo ciclo sui grandi della cultura italiana: Leonardo (2019), Raffaello (2020) e Dante (2021)». I numeri del Trevi sono in crescita. Nel 2019 (dati fino al 20 novembre) gli ingressi sono stati 95.050, con un aumento di 5.000 utenti rispetto al 2018. La cifra, informa l’assessorato, comprende gli accessi alle tre biblioteche (Claudia Augusta, Centro audiovisivi, Centro multilingue), sostanzialmente stabili, e le iniziative culturali. Qui ci sono le sorprese positive. «Europa cabaret» ha portato 5.777 spettatori, la mostra del Cai fino ad oggi 600 visitatori. Il pubblico delle iniziative al piano terra nei nuovi spazi è passato da 295 di gennaio 2019 ai 925 di ottobre.

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