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BOLZANO. Il Tribunale di Bolzano è sempre un esempio nel panorama giudiziario italiano per efficienza e tempi soddisfacenti sia nel settore penale che in quello civile. Ora però si ripropone il grido d’allarme che già altre volte ha richiamato l’attenzione sui vuoti in organico che rischiano seriamente di inceppare l’organizzazione interna. Gli ultimi dati sono stati diffusi ieri dal “Sole 24 ore “ e segnalano che su 332 operatori amministrativi previsti nella pianta organica ne mancano ben 139, corrispondenti al 41,9 per cento. Sotto il profilo dei vuoti in organico il Tribunale di Bolzano è quello messo peggio in Italia. La situazione è ancora più pesante se si analizzando i singoli comparti principali.. Attualmente mancano il 32 per cento dei funzionari previsti, il 60 per cento del personale previsto negli uffici e (dato ancora più allarmante) il 63 per cento dei cancellieri (necessari anche per il corretto svolgimento dei processi penali). «Sono dati allarmanti e cronici - commenta la presidente Elsa Vesco - ai vuoti in organico sulla carta vanno aggiunte anche le ripercussioni per chi magari è impegnato part-time. Ma c’è anche chi è in congedo o chi è in aspettativa... Se riusciamo ancora ad andare avanti bene è perchè comunque tutti stanno dando il massimo. Ma è evidente che non si potrà proseguire così a lungo. Ed è anche necessario prevedere i tempi di formazione del nuovo personale». La situazione si sarebbe aggravata anche a seguito della chiusura delle sedi periferiche dei tribunali. Una razionalizzazione del sistema giustizia che ha accorpato i giudici in un’unica sede senza però riuscire a trasferire a Bolzano anche il personale ausiliario locale. «Premesso che la soppressione delle sezioni distaccate è stata sicuramente positiva per la necessaria razionalizzazione ed una maggiore uniformità del servizio - spiega ancora la presidente Vesco - è in effetti venuto a mancare il trasferimento dalle sedi periferiche del personale ausiliario necessario che, in gran parte, ha preferito accettare occupazione in altri uffici del circondario se non addirittura andare in pensione». In sostanza dopo la chiusura delle sedi distaccate sul Tribunale di Bolzano si è riversato nuovo lavoro ma non si è aggiunto il personale ausiliario che lavorava in periferia. «Sono comunque fiduciosa - dice ancora la presidente Vesco - vedo che chi lavora da noi lo fa con il massimo impegno ed entusiasmo anche perchè lavorare per la giustizia è anche una soddisfazione. Per la copertura dei vuoti in organico mi aspetto delle soluzioni concrete a breve. Spero che il governo intervenga prima che la situazione si aggravi ulteriormente anche perchè è necessario garantire il passaggio delle competenze nelle varie funzioni ai giovani che dovranno essere formati». Da tempo si prospetta l’ipotesi del passaggio del personale ausiliario del comparto giustizia alla Provincia o alla Regione (prevedendo lo stesso provvedimento anche per il Tribunale di Trento). «E’ vero - spiega ancora la presidente Vesco - un primo provvedimento avrebbe dovuto essere preso entro il 30 giugno scorso ma per il momento è slittato. Si tratta comunque di trovare un accordo a livello politico e istituzionale per una soluzione non solo provvisoria o solo dettata dall’emergenza. Il personale ha comunque bisogno di avere delle prospettive e concretezza». Il Tribunale di Bolzano, come detto, resta comunque un esempio in tema di efficienza. «Siamo gente di montagna - ricorda la presidente - prima di piangerci addosso siamo consapevoli che bisogna rimboccarsi le maniche, ma tutto ha un limite».
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