TRODENA. Il terribile incidente che è costato la vita a Mimmo Cravos, finito di schianto con la sua moto contro un Suv ha riaperto il dibattito sulla pericolosità della statale delle Dolomiti soprattutto nel tratto che attraversa il comune di Trodena. Era stato proprio il sindaco a insistere ancora sulla necessità di piazzare degli autovelox fissi per indurre moto e macchine a viaggiare più lentamente. Per questo dopo una serie di incontri aveva chiesto un ulteriore colloquio con il commissario del governo per capire se si poteva fare qualche cosa.

E qualche cosa il Commissariato sta facendo, non da ora per la verità: ha dato incarico alla polizia stradale di Bolzano di individuare la collocazione migliore di una postazione di rilevamento della velocità sempre nella zona del comune di Trodena. Perché il problema non è di poco conto. Già più volte sia il Commissariato che la polizia stradale avevano verificato come si possa intervenire per indurre i veicoli a limitare la velocità. Lo scoglio è dato dalla “direttiva Maroni” che impone precise regole per installare gli autovelox fissi: caratteristiche della strada, incidentalità (che, a dispetto di tutto, nel tratto di Trodena è piuttosto bassa) e possibilità di interventi alternativi. Nei tratti indicati dal sindaco questi presupposti non ci sono.

Ma l’intenzione del Commissariato e della polizia è quello di individuare un altro posto lungo la statale dove installare il sistema di rilevamento che possa fungere da deterrente per gli sconsiderati dell’acceleratore.

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