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BOLZANO. «Medicina scoppia, ricovera troppi pazienti. Se vogliamo continuare a garantire qualità nell'assistenza dobbiamo ridistribuire il lavoro su altri reparti». Alcuni medici della Divisione di Medicina del San Maurizio chiedono interventi immediati: «Basta promesse». «Esistono regole interne disattese, ne pretendiamo il pieno rispetto anche per la sicurezza dei pazienti. Abbiamo in tutto 96 letti, che però sono tutti occupati, ed altri 22 pazienti distaccati altrove tra Otorinolaringoiatria, Urologia, Chirurgia ecc. che però dobbiamo seguire noi. La verità scomoda è che non ce la facciamo più a garantire un servizio all'altezza ed a saltellare a destra e sinistra per fornire un'assistenza adeguata ed all'altezza a tutti». Medicina (96 letti per una trentina di professionisti in organico di cui non tutti a tempo pieno) pretendono una soluzione rapida ad una situazione che si trascina, irrisolta, da troppo tempo e che riguarda la gestione dei ricoveri in sovranumero.
Nel 2010 tutta la Divisione e lo stesso primario, Christian Wiedermann, avevano chiesto - in un documento di cinque pagine fitte fitte inviato ai vertici dell'Asl unica, al Comprensorio di Bolzano ed ai sindacati Anpo, Anaao, Bsk - risposte immediate ad un problema antico e adesso alcuni di loro denunciano una situazione di «preoccupante emergenza perché qui oltre ad un mare di promesse e provvedimenti tampone non è stata mai avviata una vera riorganizzazione interna». La protesta, dura, arriva a pochi anni dalla pensione del primario Mario Marchesi e dall'unificazione di Medicina 1 e Medicina 2.
La questione centrale è una sola. «Non può essere che il reparto non abbia un tetto massimo di pazienti e che debba accettare ricoveri finché c'è anche un solo posto libero. Non è possibile che gli altri reparti non ci diano una mano o meglio, che accettino di accogliere i malati in esubero - che in questi giorni sono appunto 22 - senza però seguirli. Non è possibile costringere i nostri medici a saltellare qua e là e non è possibile non riuscire ad offrire un'assistenza di qualità. Qui rischiamo molto seriamente di creare ricoveri di serie A e di serie B».
L'ultima goccia che ha fatto traboccare un vaso stracolmo risale all'ultimo week-end quando Medicina si è trovata a sopportare un carico eccessivo di pazienti arrivati dal Pronto soccorso. «E non si è trattato di un caso isolato ma di un episodio che fa parte dell'ennesima serie di casi che si sono presentati purtroppo con sempre maggiore frequenza negli ultimi anni». Nello specifico per i medici «non è più sostenibile a cuor leggero la norma vigente anche se non scritta (ma documentabile nelle centinaia di cartelle cliniche depositate) per cui è possibile ricoverare pazienti in Medicina senza limite di numero. Insomma senza un tetto».
Pazienti che, quando il numero cresce in maniera esponenziale e mancano letti, vengono trasferiti anche «in qualsiasi altro reparto» faccenda che potrebbe finire per esporli ad un rischio concreto di cattiva gestione. «E questo capita anche quando esistono posti letto liberi in altri reparti specialistici di competenza. E diciamo questo - precisano - senza prendercela con le specialistiche ma ribadendo a chi di dovere che i principi gestionali, che riteniamo inderogabili, non possono essere regolarmente disattesi. Non è più possibile fare finta di niente. Non è serio che l'ospedale non offra una soluzione concreta e ci costringa a questa avvilente realtà. Non è serio né per i pazienti che hanno il diritto di avere la miglior assistenza possibile, né per i medici che non sono messi nelle condizioni di poter lavorare al meglio».
Ma cosa significa che se i pazienti ricoverati sono troppi possano essere trasferiti altrove? «Significa questo, che sei sistemato in un altro reparto che però non ti segue e che potrebbe non fornire un'assistenza infermieristica compatibile con il tipo di ricovero in questione».
La soluzione qual è? «Una sola. Visto che non è possibile scaricare sempre e tutto su Medicina si deve prendere in mano la questione sul serio, senza abbozzare soluzioni tampone, e risolvere una volta per tutte il problema anche perché l'ospedale di Bolzano ed i suoi pazienti se lo meritano».
Nel 2010 tutta la Divisione e lo stesso primario, Christian Wiedermann, avevano chiesto - in un documento di cinque pagine fitte fitte inviato ai vertici dell'Asl unica, al Comprensorio di Bolzano ed ai sindacati Anpo, Anaao, Bsk - risposte immediate ad un problema antico e adesso alcuni di loro denunciano una situazione di «preoccupante emergenza perché qui oltre ad un mare di promesse e provvedimenti tampone non è stata mai avviata una vera riorganizzazione interna». La protesta, dura, arriva a pochi anni dalla pensione del primario Mario Marchesi e dall'unificazione di Medicina 1 e Medicina 2.
La questione centrale è una sola. «Non può essere che il reparto non abbia un tetto massimo di pazienti e che debba accettare ricoveri finché c'è anche un solo posto libero. Non è possibile che gli altri reparti non ci diano una mano o meglio, che accettino di accogliere i malati in esubero - che in questi giorni sono appunto 22 - senza però seguirli. Non è possibile costringere i nostri medici a saltellare qua e là e non è possibile non riuscire ad offrire un'assistenza di qualità. Qui rischiamo molto seriamente di creare ricoveri di serie A e di serie B».
L'ultima goccia che ha fatto traboccare un vaso stracolmo risale all'ultimo week-end quando Medicina si è trovata a sopportare un carico eccessivo di pazienti arrivati dal Pronto soccorso. «E non si è trattato di un caso isolato ma di un episodio che fa parte dell'ennesima serie di casi che si sono presentati purtroppo con sempre maggiore frequenza negli ultimi anni». Nello specifico per i medici «non è più sostenibile a cuor leggero la norma vigente anche se non scritta (ma documentabile nelle centinaia di cartelle cliniche depositate) per cui è possibile ricoverare pazienti in Medicina senza limite di numero. Insomma senza un tetto».
Pazienti che, quando il numero cresce in maniera esponenziale e mancano letti, vengono trasferiti anche «in qualsiasi altro reparto» faccenda che potrebbe finire per esporli ad un rischio concreto di cattiva gestione. «E questo capita anche quando esistono posti letto liberi in altri reparti specialistici di competenza. E diciamo questo - precisano - senza prendercela con le specialistiche ma ribadendo a chi di dovere che i principi gestionali, che riteniamo inderogabili, non possono essere regolarmente disattesi. Non è più possibile fare finta di niente. Non è serio che l'ospedale non offra una soluzione concreta e ci costringa a questa avvilente realtà. Non è serio né per i pazienti che hanno il diritto di avere la miglior assistenza possibile, né per i medici che non sono messi nelle condizioni di poter lavorare al meglio».
Ma cosa significa che se i pazienti ricoverati sono troppi possano essere trasferiti altrove? «Significa questo, che sei sistemato in un altro reparto che però non ti segue e che potrebbe non fornire un'assistenza infermieristica compatibile con il tipo di ricovero in questione».
La soluzione qual è? «Una sola. Visto che non è possibile scaricare sempre e tutto su Medicina si deve prendere in mano la questione sul serio, senza abbozzare soluzioni tampone, e risolvere una volta per tutte il problema anche perché l'ospedale di Bolzano ed i suoi pazienti se lo meritano».
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