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Bolzano. Se al bivio Merano Mendola sono caduti soltanto tre litri di acqua per metro quadro, altrove, per esempio al Colle, ne sono caduti al suolo addirittura ottanta. E dunque, i danni sono stati ben differenti a seconda delle zone colpite. In città, nella tarda serata di domenica, i vigili del fuoco sono stati costretti a una ventina di interventi per allagamento e ora si pensa di potenziare le pompe di aspirazione nei sottopassi: quelle attuali ormai, con certe bombe d’acqua, non funzionano più. Intanto, resta difficile la situazione delle passeggiate rio Fago, e le forti piogge agostane certo non hanno aiutato.
Come in molte occasioni, oltre agli interventi sul momento, numerosi danni sono stati scoperti soltanto nella mattinata di ieri, quando hanno riaperto negozi e attività lavorative. È stato il caso, per esempio, di un notevole allagamento negli scantinati di un edificio di via Argentieri. I danni maggiori comunque si sono evidenziati lungo la strada comunale per il Colle, a tre chilometri dal fondovalle, fra agriturismo e maso Stauder. Ieri mattina il vicesindaco Luis Walcher ha compiuto un sopralluogo coi tecnici comunali: trenta metri di strada da mettere in sicurezza. Sulla carreggiata smottamenti contenuti, ma a monte è pronta a precipitare a valle una notevole quantità di detriti. Come sottolinea lo stesso assessore ai lavori pubblici del Comune, i lavori di messa in sicurezza verranno avviati subito. Mentre non si evidenziano danni ai frutteti - anche per via di reti antigrandine e pali di sostegno di sezione maggiore rispetto al passato grazie ai quali il vento forte non riesce ad abbattere interi filari - Walcher sottolinea l’intenzione di convocare a breve un vertice col comando dei pompieri. «Non è possibile che più volte l’anno sottopassi come Mayr Nusser o Maso della Pieve si allaghino». Certo, la città è tutta asfaltata e il problema non è nuovo, «ma con certe bombe d’acqua si deve pensare di potenziare le pompe di aspirazione; le attuali non sono più sufficienti».
Intanto, come precisa il sindaco Renzo Caramaschi, il rio Fago resta chiuso. La passeggiata del Guncina, nel tratto che si sviluppa lungo la gola del rio Fago, è stata interessata da una grossa frana nel novembre del 2019, staccatasi da un’altezza di circa 80 metri. Parte dei blocchi sono caduti nel letto del torrente, una parte sono stati trattenuti da vecchie barriere paramassi e una parte ha raggiunto e gravemente danneggiato la passeggiata in corrispondenza dei tornanti 6 e 7, quelli situati più all’interno, verso la forra e la cascata. Sopralluoghi e indagini hanno evidenziato una situazione di estremo pericolo, per via dell’esistenza delle vecchie barriere, realizzate molto tempo fa dalla Provincia e piene di materiale roccioso. Le verifiche hanno mostrato come la difesa dalla caduta di massi del tratto di passeggiata interessato dall’evento sia molto difficile da garantire per via della morfologia del versante e dello stato di detensionamento delle pareti rocciose sovrastanti. Si è quindi deciso di procedere per step successivi: svuotamento e rimozione delle vecchie barriere, intervento eseguito dal Servizio Strade provinciale a maggio; rettifica del percorso della passeggiata nel tratto danneggiato dalla frana, garantendo però la percorribilità della stessa tramite nuovi tratti di pendenza accettabile (per la progettazione e la realizzazione di questo intervento è stata avanzata richiesta all’Ispettorato Forestale Bolzano I, per un importo stimato di 60.000 euro a carico del Comune). L’approfondimento della fase progettuale ha però evidenziato la difficoltà di realizzare la rettifica della passeggiata garantendo la sicurezza delle maestranze e della sottostante strada provinciale durante la fase di cantiere; inoltre sono emerse delle complicazioni per la realizzazione dei nuovi muri a secco e per garantire l’accessibilità mediante tratti non troppo inclinati e possibilmente senza gradini per gli utilizzatori della passeggiata. Nel corso di questa settimana, assicura però il sindaco, è previsto l’incontro definitivo tra tecnici di Comune e Provincia per chiarire questi aspetti e definire la scadenza temporale. Si dovrebbe partire a settembre. DA.PA
Come in molte occasioni, oltre agli interventi sul momento, numerosi danni sono stati scoperti soltanto nella mattinata di ieri, quando hanno riaperto negozi e attività lavorative. È stato il caso, per esempio, di un notevole allagamento negli scantinati di un edificio di via Argentieri. I danni maggiori comunque si sono evidenziati lungo la strada comunale per il Colle, a tre chilometri dal fondovalle, fra agriturismo e maso Stauder. Ieri mattina il vicesindaco Luis Walcher ha compiuto un sopralluogo coi tecnici comunali: trenta metri di strada da mettere in sicurezza. Sulla carreggiata smottamenti contenuti, ma a monte è pronta a precipitare a valle una notevole quantità di detriti. Come sottolinea lo stesso assessore ai lavori pubblici del Comune, i lavori di messa in sicurezza verranno avviati subito. Mentre non si evidenziano danni ai frutteti - anche per via di reti antigrandine e pali di sostegno di sezione maggiore rispetto al passato grazie ai quali il vento forte non riesce ad abbattere interi filari - Walcher sottolinea l’intenzione di convocare a breve un vertice col comando dei pompieri. «Non è possibile che più volte l’anno sottopassi come Mayr Nusser o Maso della Pieve si allaghino». Certo, la città è tutta asfaltata e il problema non è nuovo, «ma con certe bombe d’acqua si deve pensare di potenziare le pompe di aspirazione; le attuali non sono più sufficienti».
Intanto, come precisa il sindaco Renzo Caramaschi, il rio Fago resta chiuso. La passeggiata del Guncina, nel tratto che si sviluppa lungo la gola del rio Fago, è stata interessata da una grossa frana nel novembre del 2019, staccatasi da un’altezza di circa 80 metri. Parte dei blocchi sono caduti nel letto del torrente, una parte sono stati trattenuti da vecchie barriere paramassi e una parte ha raggiunto e gravemente danneggiato la passeggiata in corrispondenza dei tornanti 6 e 7, quelli situati più all’interno, verso la forra e la cascata. Sopralluoghi e indagini hanno evidenziato una situazione di estremo pericolo, per via dell’esistenza delle vecchie barriere, realizzate molto tempo fa dalla Provincia e piene di materiale roccioso. Le verifiche hanno mostrato come la difesa dalla caduta di massi del tratto di passeggiata interessato dall’evento sia molto difficile da garantire per via della morfologia del versante e dello stato di detensionamento delle pareti rocciose sovrastanti. Si è quindi deciso di procedere per step successivi: svuotamento e rimozione delle vecchie barriere, intervento eseguito dal Servizio Strade provinciale a maggio; rettifica del percorso della passeggiata nel tratto danneggiato dalla frana, garantendo però la percorribilità della stessa tramite nuovi tratti di pendenza accettabile (per la progettazione e la realizzazione di questo intervento è stata avanzata richiesta all’Ispettorato Forestale Bolzano I, per un importo stimato di 60.000 euro a carico del Comune). L’approfondimento della fase progettuale ha però evidenziato la difficoltà di realizzare la rettifica della passeggiata garantendo la sicurezza delle maestranze e della sottostante strada provinciale durante la fase di cantiere; inoltre sono emerse delle complicazioni per la realizzazione dei nuovi muri a secco e per garantire l’accessibilità mediante tratti non troppo inclinati e possibilmente senza gradini per gli utilizzatori della passeggiata. Nel corso di questa settimana, assicura però il sindaco, è previsto l’incontro definitivo tra tecnici di Comune e Provincia per chiarire questi aspetti e definire la scadenza temporale. Si dovrebbe partire a settembre. DA.PA


