BOLZANO. Nel sottofondo della cassettiera c’erano quasi 20 milioni di lire, che, ormai, pareva non valessero più nulla. Ora, però, la Corte costituzionale ha riaperto un varco. E la speranza rinasce... Walter Patasini, 55enne bolzanino, antiquario e svuota cantine, nei mesi scorsi si è rivolto all’Associazione per la giustizia in Italia, che si è mossa, ma finora invano. Circa un anno fa Patasini, come fa sapere Agitalia, «quale parziale ricompensa per aver svuotato da vecchi e ingombranti mobili una cantina a Bolzano ha ricevuto, oltre al compenso pattuito, un mobile in legno antico che ha provveduto a restaurare». Durante l’operazione di restauro, all’interno di uno dei cassetti, in un sottofondo, ha rinvenuto una ragguardevole somma: banconote di taglio da 50 mila e 100 mila lire per un totale di 19.500.000 lire.

«Lasciamo dedurre - scrive Agitalia - lo stupore e la contentezza di Patasini, che si è accorto di aver trovato un piccolo tesoro».

Sarà pur vero che «gli italiani non si sono mai fidati tanto dei conti correnti delle banche (e forse anche a ragione) e hanno preferito nascondere i soldi sotto le mattonelle o, come in questo caso, addirittura dentro una cassettiera, ma come fare per il cambio lire/euro?» Allo stupore iniziale è però seguita l’amarezza, quando allo sportello Bankitalia a Patasini è stato detto (inizi di luglio 2015) che il cambio in euro non era più possibile...

Spiega ora Agitalia: «Se è vero che era stato stabilito un termine decennale (2002-2012) per il cambio delle lire in euro, è altrettanto vero – come chiarisce ampiamente la giurisprudenza – che qualsiasi termine di prescrizione o decadenza decorre da quando il soggetto è posto in grado di far valere il proprio diritto», quindi, secondo Agitalia, «nel caso in esame i dieci anni per il cambio lire/euro decorrono dal giorno del ritrovamento delle somme in lire».

Intanto diversi italiani, in casi praticamente identici, avevano sollevato l’illegittimità costituzionale del decreto Monti (articolo 26 del decreto legge 121/2011) che aveva sancito l’immediata decadenza del cambio della lira in euro. Così ha fatto pure Patasini tramite l’ufficio legale di Agitalia. Poi, a novembre, «la sentenza 216/2015 della corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità della norma Monti, riportando l’Italia sulla lunghezza d’onda degli altri paesi Ue, dove il cambio della vecchia moneta nazionale è sempre possibile». Subito dopo aver appreso dell’emanazione della sentenza della Corte, Bankitalia ha avviato con il Mef gli approfondimenti necessari. Ma intanto il tempo passa... (da.pa.)