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VALLE AURINA. L'escursione di sabato scorso, da cui la sessantenne Maria Luise Zingerle di Cadipietra non aveva più fatto ritorno a casa, è finita in tragedia. Al quarto giorno di affannose ed imponenti ricerche, messe in atto con uomini e mezzi da oltre 200 volontari delle organizzazioni di soccorso e di Protezione civile delle valli di Tures e Aurina, poco prima delle 10 del mattino di ieri la tragica fatalità si è presentata in tutta la sua drammatica evidenza agli occhi di due soccorritori, un membro del Soccorso alpino della Guardia di finanza di Brunico ed un componente del Bertrettungsdienst di San Giovanni in valle Aurina, cui era stato demandato fin dai primi minuti il coordinamento delle ricerche.
Stavano ispezionando il versante orografico sinistro della catena delle Alpi Aurine alle quote più alte a bordo di un elicottero della Guardia di Finanza. Circa 200 metri sotto la vetta della Cima del Gatto (2.923 metri), in un dirupo di una ventina di metri sotto il sentiero scosceso dal quale con molta probabilità era scivolata nel corso della discesa dalla vetta, giaceva il corpo ormai senza vita di Maria Luise Zingerle, che, come è stato possibile appurare nel corso dei primi soccorsi e quindi anche durante l'ispezione cadaverica dell'ufficiale sanitario, verosimilmente aveva riportato ferite mortali direttamente nel corso della rovinosa caduta per un centinaio di metri.
Subito sono state avviate le operazioni di recupero della salma, condotte dagli uomini del Bergrettungsdienst di San Giovanni in valle Aurina con i colleghi della Guardia di finanza e i carabinieri di Cadipietra che, a loro volta, hanno svolto le necessarie operazioni ed i rilievi di Polizia giudiziaria. Quindi, la salma è stata rimossa, portata a valle e composta nella cappella mortuaria di San Giovanni.
Come è noto la donna, grande appassionata di montagna ed esperta escursionista, sabato mattina aveva lasciato la sua abitazione di Cadipietra per compiere un'escursione in direzione di Predoi, lungo il crinale delle alpi Aurine che sul versante orografico sinistro della valle separano la valle Aurina dalla valle di Riva di Tures.
Nel corso dell'escursione la donna, in perfetta forma fisica, aveva salito prima la cima di Campalto (2.296 m), un contrafforte della catena principale proprio di fronte a Cadipietra, dove aveva anche lasciato l'ultima traccia del suo passaggio firmando il registro custodito in vetta. Da lì aveva deciso di proseguire lungo la val dell'Orso verso il crinale vero e proprio della catena di Cima Dura in direzione della Cima del gatto e di Predoi. Anche la salita della Cima del Gatto è stata portata a termine con successo dalla donna, che però poi durante la discesa, giunta all’incirca a quota 2700 metri, è scivolata finendo nel dirupo e ferendosi mortalmente. In quello stesso dirupo l'hanno ritrovata ieri i soccorritori che, al terzo giorno di ricerche infruttuose, avevano organizzato nuovamente una battuta a vasto raggio per anticipare il maltempo che le previsioni meteo davano in arrivo.
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