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BOLZANO. «Avviso legionella. Fino a nuova comunicazione attenersi a quanto scritto nell'opuscolo allegato». È il cartello affisso sui portoni di due condomini di via Novacella, ai civici 38 e 40. Inevitabilmente i residenti si sono preoccupati. C'è chi è andato al San Maurizio per accertarsi di non essere stato contagiato. Finora, comunque, non risulterebbero casi di infezione. Intanto l'amministratore di condominio ha preso gli accorgimenti del caso e ha predisposto un trattamento.
Le analisi di laboratorio
Nel 2023 è stato adottato un decreto legislativo che recepisce la direttiva Ue 2020/2184, che riguarda la qualità delle acque destinate al consumo umano, di cui deve essere garantita la salubrità, e che ha introdotto il parametro della legionella. Vi si legge che le valutazioni «dovrebbero essere riesaminate periodicamente, in particolare per far fronte alle minacce rappresentate da fenomeni meteorologici estremi legati ai cambiamenti climatici, dalle variazioni conosciute delle attività umane nella zona di estrazione o in risposta a incidenti che interessano la sorgente». Insomma: un altro effetto della crisi del clima e dell'urbanizzazione.
Così l'amministratore di condominio si è attivato per verificare la qualità dell'acqua nei due edifici. Una azienda di Bolzano ha prelevato i campioni, poi analizzati da un laboratorio accreditato fuori regione (contattato ieri dopo la segnalazione arrivata da via Novacella, così come sono stati sentiti l'amministratore e l'azienda che si è occupata del prelievo).
L'esito? Nel campione analizzato è stata identificata la legionella pneumophila nella misura di 3450 unità formanti colonie per litro. Sopra la soglia di sicurezza (1.000 ufc/l) e al di sotto della soglia considerata non accettabile (10.000 ufc/l).
I condomini
Tra i condomini è sorta una certa apprensione. Le legionelle possono causare malattia se inalate con l'aerosol (vapore e goccioline) prodotto da rubinetti, docce, umidificatori, vasche. L'infezione non avviene bevendo l'acqua, né è mai stata dimostrata la trasmissione da persona a persona o agli animali. Tra i residenti c'è chi, avendo accusato nei mesi scorsi difficoltà respiratorie, si è sottoposto ad accertamenti per fugare ogni sospetto su un possibile contagio.
Un batterio amico dell'acqua
«La legionella ama l'acqua tra i 20 e i 55 gradi e l'acqua stagnante», informa Alberta Stenico, direttrice del Laboratorio biologico dell'Agenzia provinciale per l'ambiente. «Il batterio - prosegue - può svilupparsi ad esempio se non si aprono tutti i rubinetti di casa almeno una volta a settimana, o se nei tubi dell'acqua fredda l'acqua si scalda oltre i 20 gradi, se vicino passano quelli dell'acqua calda».
L'Appa fornisce alcune indicazioni utili per ridurre il rischio legionella nelle nostre case. Occorre quindi regolare la temperatura dell'acqua calda (che deve essere superiore ai 55 gradi in ogni punto) e dell'acqua fredda (inferiore ai 20 gradi). Nel caso di riparazioni e lavori idraulici, bisogna evitare di creare ristagni d'acqua o rami morti, e quando l'impianto rimane chiuso per più di una settimana, far scorrere a lungo l'acqua da tutti i rubinetti prima di utilizzarla. Infine, le parti usurate (tubi flessibili delle docce, soffioni, guarnizioni, eccetera) vanno sostituite, e gli impianti (compresi i condizionatori) vanno sottoposti a manutenzione periodica.


