BOLZANO. Per anni sarebbe riuscito a mettere a segno truffe ai danni di anziani e sacerdoti in diverse province del Norditalia tra cui Bolzano. Ora è stato arrestato su ordine di custodia cautelare emesso dal giudice delle indagini preliminari di Trento. Si tratta di Walter Oss Anderlot fermato a Brescia dopo giorni di ricerche da parte dei carabinieri della zona. A portarlo in carcere, per evidente pericolo di reiterazione del reato, sono state le ultime truffe perpetrate in provincia di Trento ed in particolare nella zona del Primiero.
Quattro parroci della zona lo avevano riconosciuto in foto dopo essere stati raggirati con delle storie strappalacrime di pura invenzione. In effetti il giovane accusato di decine di truffe e raggiri era particolarmente abile a colpire raccontando di aver bisogno di aiuto.
Fu il parroco di Primiero ad accorgersi che nel racconto del giovane qualcosa non sembrava convincente e proprio per questo motivo aveva chiesto consiglio agli altri parroci della zona che però lo avevano messo in guarda in quanto erano già stati truffati.
E’ stato a quel punto che i carabinieri della zona si sono messi sulle tracce del presunto truffatore riuscendo a ricostruire una serie di malefatte, sempre a scopo di lucro, messe a segno anche in Alto Adige oltre che nelle zone di Vicenza, Verona, Brescia e Belluno.
Complessivamente Walter Oss Anderlot, che ha 37 anni ed è senza fissa dimora, avrebbe colpito almeno una decina di volte con qualche episodio anche in provincia di Bolzano. Come già accennato nel mirino aveva soprattutto anziani e sacerdoti. Persone, cioè, che più di altre si sarebbero prestate ad ascoltare i suoi racconti di disavventure umane con immancabile richiesta finali di prestiti (anche di somme abbastanza rilevanti) per far fronte all’emergenza. In tutti i casi l’uomo sarebbe poi sparito dalla circolazione facendo perdere le proprie tracce. Così è accaduto per gli episodi che gli vengono attribuiti anche in provincia di Bolzano.
Walter Oss Anderlot è ora in carcere per effetto dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice delle indagini preliminari su richiesta della Procura della Repubblica di Trento. Per il momento l’accusa contestata è di truffa. Il provvedimento firmato dal giudice è giustificato proprio dall’estrema abilità dell’uomo di colpire a ripetizione. Dunque il pericolo di reiterazione del reato, in questo caso, è più che mai reale, così come reale è il pericolo di fuga, altro presupposto richiesto dal codice per l’emissione di un provvedimento di custodia cautelare. Nei giorni prossimi è probabile che l’uomo tenti di impugnare il provvedimento davanti al tribunale del riesame. Per il momento non è emerso quale sia la posizione difensiva dell’indagato. Ben difficilmente, comunque, le persone raggirate potranno rivedere i loro quattrini.

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