BOLZANO. Alla fine lo hanno preso: Giorgio D’Acquisto, un bolzanino noto alle forze dell’ordine per una serie di denunce e processi per truffa, è stato identificato dagli agenti della Squadra Mobile, che lo hanno portato in carcere. Sul noto ricercato pende una pena di sei anni di carcere.

La “carriera” del bolzanino inizia molti anni fa, quando spuntano le prime denunce per truffa. Ma è stata l’ultima a costargli il carcere. Nel 2006, infatti, si era concluso con tre condanne il processo per truffe con società fantasma a carico, appunto, di Giorgio D’Acquisto (che fu condannato a 7 anni di reclusione), Dreifus Canova (6 anni e mezzo) e Zita Pernstich (4 anni e mezzo).

I tre erano stati accusati di aver messo in piedi un sistema di società fantasma (con prestanomi nullatenenti) allo scopo di truffare fornitori e grossisti. I fatti avvennero dal 1995 al 2000. I danni provocati ammontarono a 3 miliardi di vecchie lire. Estorsione e furto: queste le imputazioni con cui fu rinviato a giudizio Giorgio D’Acquisto. Quest’ultimo, sempre insieme al “compare” Canova, venne accusato di aver ricattato un noto imprenditore bolzanino dopo avergli svaligiato la sua cassaforte che conteneva, oltre a 80 milioni in contanti, anche alcuni documenti ritenuti “scottanti”.

Per riaverli, dunque, l’uomo avrebbe dovuto sborsare qualcosa come 600 milioni di vecchie lire. L’imprenditore era finito nel mirino dei due imputati per aver intralciato, involontariamente, una trattativa truffaldina messa in piedi da una società fasulla di D’Acquisto e Dreifus per portare a conclusione un affare. L’imprenditore era subentrato facendo sfumare la truffa, ignaro però di quanto stesse accadendo. Fu a quel punto che i due imputati - secondo l’accusa - gli rubarono gli incartamenti dell’affare chiedendo poi un riscatto di 600 milioni. Fu invece assolto dall’accusa di aver rubato un libretto d’assegni, falsificando la firma. Ora dovrà passare i prossimi sei anni in carcere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA