BOLZANO. Ogni anno in Alto Adige 242 persone si ammalano di tumore al polmone: 168 sono maschi e 74 femmine. Mentre l’incidenza della neoplasia tra la popolazione maschile è in lievo calo rispetto alle media europea, tra le donne è in crescita. E ieri - nel mese dedicato alla lotta al cancro al polmone - Ida Schacher Baur presidente dell’Assistenza tumori Alto Adige (la Südtirolerkrebshilfe), il primario di Anatomia patologica del San Maurizio - Guido Mazzoleni - e altri esperti hanno lanciato un appello alle donne perchè la smettano di fumare. «Buttate la sigaretta, vi uccide».

Mazzoleni spiega una volta di più come la causa principale di questo trend sia attribuibile ai danni da fumo e da polveri sottili: «Le donne fumano sempre di più e di pari passo si ammalano più di prima. Per contro registriamo un lieve calo di ammalati nella popolazione maschile che sta fumando di meno rispetto a qualche anno fa».

Christine Seebacher del reparto di Pneumologia dell’ospedale di Bolzano dice che il fumo incide come causa scatenante nell’85-90% dei casi: «Ogni sigaretta aumenta la percentuale di rischio di contrarre la malattia. La buona notizia è che per chi smette di fumare cala il rischio di ammalarsi. Ma esistono altri fattori in grado di sviluppare la malattia e parliamo di amianto, arsenico, nichel, radon e idrocarburi aromatizzati. Fate attenzione alle sostanze cancerogene soprattutto sul posto di lavoro!». E va anche detto che questo tumore è difficile da combattere perchè spesso quando si scopre, la malattia è già ad uno stadio avanzato. «Purtroppo all’inizio presenta pochi sintomi. Capita che tumori di piccole dimensioni vengano scoperti per caso durante una radiografia a cui il paziente si è sottoposto per altri motivi». «Di solito - riprende Mazzoleni - il paziente ha superato i 50 anni. Succede quindi che due fattori (età e stadio della malattia), influiscano negativamente sull’efficacia delle terapie e sulla possibilità di guarigione, anche se negli ultimi anni il tasso di sopravvivenza si è lievemente alzato. Devo dire che gli oncologi hanno a disposizione nuovi farmaci molto potenti che dovrebbero poter garantire anche risultati importanti nei prossimi anni. Al momento non ne vediamo gli effetti». Cristina Dealis del reparto di Oncologia del San Maurizio ricorda come ogni settimana un team interdisciplinare analizzi e discuta in Pneumologia i singoli casi per stabilire la miglior terapia per ogni singolo paziente: «Le possibilità terapeutiche restano intervento, chemioterapia e radioterapia». La sopravvivenza aumenta ma purtroppo di tumore in generale si continua a morire per cui l’Associazione punta, una volta di più, sulla prevenzione e sugli screening. In Alto Adige nel 2016 sono morte di neoplasia 210 persone: 145 uomini e 65 donne. I tassi di mortalità per sessi ci dicono come il tumore al polmone sia il big killer per i maschi, seguito dal colon e dalla prostata. Tra le donne il tumore al seno è quello che continua ad uccidere di più, seguito dal colon e dal polmone.