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MERANO. I primi sei mesi dell'anno hanno chiuso, turisticamente parlando per quanto riguarda il territorio di Merano, con un saldo che, come si prevedeva, è stato negativo, ma tutto sommato non desolante. Gli arrivi, da gennaio a giugno, sono calati del 2,37 per cento, i pernottamenti sono calati dell'1,89 per cento. Complessivamente in città, in sei mesi sono arrivate 99.035 persone, che hanno “generato” 394.453 pernottamenti, con una media, in sostanza, di quattro notti, quantità che costituisce un trend pressochè costante.
C'è un dato, però, preoccupante: il calo degli ospiti italiani è stato netto. Il computo degli arrivi dei turisti connazionali segna infatti un pesante meno 10,67 per cento e siamo sempre a meno, ma 12,95 per cento, per quanto riguarda rispettivamente gli arrivi e le presenze. La flessione dei nostri connazionali è stata compensata dall'aumento degli svizzeri (+9,44 negli arrivi e +17,12 per cento nei pernottamenti) e degli austriaci (+4,95 negli arrivi e +5,56 per cento nelle presenze). Restano, tutto sommato, stabili i germanici le cui variazioni, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, sono invariate. Anche se spetta proprio ai tedeschi il primo posto per quanto riguarda la media dei giorni di presenza: 4,6 giorni.
«Tutto sommato è andata bene - dice Alex Meister, presidente dell'Azienda di soggiorno - perchè se consideriamo che Pasqua era piuttosto alta, le cifre sono incoraggianti. Evidentemente paga l'impegno che le varie associazioni cittadine hanno profuso per dare un profilo a Merano: è su questa strada che bisogna proseguire continuando a lavorare».
Il netto calo di ospiti italiani, nei primi sei mesi dell'anno, ha confermato i problemi del nostro Paese, penalizzato dalla crisi finanziaria e anche dai provvedimenti restrittivi adottati dal Governo Monti. Alex Meister dà una spiegazione. «Fra gli ospiti italiani c'è preoccupazione per il futuro. Fanno difficoltà a capire certi provvedimenti governativi, in particolare l'impossibilità di pagare in contanti più di mille euro. Un problema che, per il discorso burocratico, riguarda anche gli ospiti di altre nazioni e ci costringe a un lavoro in più presso le varie strutture ricettive. La crisi? E' una delle cause della flessione ma non l'unica o la più importante. Come si spiega infatti, se nella vicina Austria c'è stato, nei primi sei mesi dell'anno, un aumento del 5,5% nei pernottamenti?»
Le prospettive non sono incoraggianti. «All'Azienda di soggiorno - dice ancora Meister - e nei vari esercizi ricettivi, le richieste di informazioni si sprecano. Arrivano anche dalle varie regioni italiane oltre che da diversi Paesi europei. Ciò che manca, allo stato attuale delle cose, sono le prenotazioni. Ma non dobbiamo disperarci, soprattutto in questo momento. Abbiamo un obiettivo, preciso, che punta alla valorizzazione di Merano. E in tal senso dobbiamo continuare ad impegnarci per raggiungere il traguardo che, tutti assieme, ci siamo prefissi».
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